Quelli che il Calcio e… oggi la prima puntata della stagione senza Gene Gnocchi.

Quelli che il Calcio e…Oggi su Raidue inizia, senza Gene Gnocchi, prima puntata della stagione di Quelli che il Calcio e… Nel cast a sorpresa arriva anche Mara Venier. La prima parte alle 13:45 la sarà la “solita” anteprima rivisitata e corretta, mentre dalle 16:00 alle 17:30 la seconda parte in  concomitanza delle partite di calcio… sempre che se ne occupino ancora.

Ma facciamo il punto della situazione:

Le indiscrezioni riferite da Spy Calcio di Fulvio Bianchi su Repubblica.it danno un’ulteriore conferma di quella evoluzione che ha portato la storica trasmissione “Quelli che il Calcio” a perdere quasi del tutto il suo legame con il calcio.

L’edizione di Quelli che il calcio e… di Simona Ventura non partirà in corrispondenza della prima domenica di campionato, il 26 agosto, ma il 9 settembre quando la Serie A avrà già messo in cascina le prime due giornate ed è costretta alla prima pausa stagionale per il decisivo impegno della Nazionale a San Siro contro la Francia.

Il 9 settembre, altra coincidenza allarmante, né Buona Domenica né Domenica In saranno ancora in onda. Quelli che… sta ultimando la sua trasformazione in un clone degli altri contenitori domenicali, quelli nei quali i risultati delle partite appaiono in sovraimpressione durante qualche scialba intervista, una canzonetta o un ballettino. Anche se i tempi delle prime edizioni con Fabio Fazio con il programma tutto dedicato a seguire in diretta le partite con i collegamenti dagli stadi sono ormai lontanissimi, l’idea che Quelli che il Calcio sia così disinteressato a rendere conto delle partite rappresenta la fine di un’epoca.

Tanto per peggiorare la situazione Gene Gnocchi rinuncia alla nuova edizione di Quelli che, lasciando la Ventura da sola. Spy Calcio pronostica ascolti al ribasso, verso la media di rete.

PARLA SIMONA VENTURA
Simona Ventura a La Stampa: “A Quelli che il calcio cambia tutto. Non ci sarà Gene ma non ci saranno tutta una serie di cose viste sin’ora; in primo luogo le Schedine. Lo tsunami vallettopoli sarà pur servito a qualcosa. Voglio continuare a dare una mano alle giovani, ma solo se sanno o dimostrano di saper fare qualcosa. Nuovi anche gli autori, tutti giovani e con tante idee per la testa. Anche gli studi saranno nuovi visto che quelli della Fiera devono chiudere andremo in una grande struttura in via Mecenate di fianco al grande studio dell’Isola. Ancor più importante però, e mi interessa che lo si sottolinei, è l’obiettivo della trasmissione che non è più lo share ma il target. Dai 14 ai 64 anni la tv generalista sta perdendo pubblico. Ecco dovremo riuscire a riagguantare quei telespettatori che per tantissime ragioni stanno quasi inesorabilmente migrando sui canali satellitari”. A distanza di un anno dagli attacchi pubblici tra Anna Falchi e Simona Ventura, ora il chiarimento. Le tensioni tra le due erano nate a causa di un’imitazione di Stefano Ricucci ad opera di Max Giusti. L’incontro per chiarire la non partecipazione della Falchi alla prossima edizione de L’Isola dei Famosi è stato il momento ideale. Anna Falchi ha chiarito la vicenda: “Avevamo litigato per colpa di terzi. Ci siamo pentite di esserci attaccate pubblicamente”. Nonostante la Falchi abbia deciso di non partecipare alla prossima edizione de L’Isola dei Famosi, ha approfittato dell’incontro con Magnolia e la conduttrice per fare pace. “Per me andare a quell’incontro è stata una scusa per parlare con Simona” ha dichiarato. “Non mi piacciono e non mi sono mai piaciute le inimicizie e poi i problemi tra noi due non erano nati a causa nostra ma a causa di terzi”. Così sembra essere tornato il sereno. “Abbiamo deciso di mettere una pietra sopra a questa vicenda - ha proseguito la Falchi - mostrandoci entrambe dispiaciute per gli attacchi pubblici che ci siamo fatte. È stato un dialogo sincero e profondo da donna a donna”. La partecipazione della Falchi al reality sarebbe stata perfetta anche per suggellare la ritrovata serenità ma l’attrice, al momento, ha dovuto rinunciare per altri impegni lavorativi, uno al cinema e uno in televisione. “Certo avrei preso in considerazione questa chance se fosse stato un momento di vuoto professionale”…

PARLA GENE GNOCCHI
Dice Gene Gnocchi che quando uno nasce calciatore muore calciatore. A scanso d’equivoci: se gli dovessero porre un aut aut tra Artù, il nuovo programma che in autunno condurrà su Raidue e giocare nel Parma, che l’anno scorso a marzo lo ha ingaggiato e quest’anno lo ha ritesserato per tutto il campionato in serie A, sceglierebbe “la seconda che hai detto”. “Non ci penserei un attimo - afferma a Il Venerdì di Repubblica - ma vuoi mettere? Se mai scenderò in campo, credo che piangerò come un vitello. Ho promesso la maglia a tutti gli amici che verranno. Ne dovrò mettere una cinquantina”. Siamo a Fidenza, nell’ufficetto di Gene. Gli escavatori hanno messo sotto sopra i portici e per capirsi bisogna coprire il rumore che fanno le macchine al lavoro, unica colonna sonora di un classico meriggio padano di mezz’estate che, altrimenti, sarebbe solarmente spettrale. “Ormai - esordisce - alla gente non importa niente della tv. Mi chiedono solo quando farò questi benedetti cinque minuti in serie A che sono diventati una fissazione”. O una turba senile? “La senilità è iniziata da tempo. Però è una storia bizzarra, nata per scherzo con Simona Ventura. Si veniva da Calciopoli, abbiamo pensato di lanciare un messaggio diverso, il calcio che si riappropria del suo aspetto più ludico. Per un deficiente di cinquantadue anni che ha giocato a calcio, può starci. Poi quando ti alleni è tutta un’altra cosa. Io mi alleno qui a Fidenza con diciottenni che non hanno, letteralmente, nessuna pietà. Il diciottenne ti entra dentro, ti dà randellate. Si torna ragazzi”. E com’era ai suoi tempi? “Quando stavo nel Guastalla, per sapere come avevo giocato, al lunedì dovevo andare a Mantova a comprare il giornale. Quando giocavo da dilettante, la Bassa Padana me la sono fatta tutta, dal Viadana al Castiglione delle Stiviere, tutte squadre dignitose. Venivo pagato. Oggi, quando sono in giro con le mie serate, c’è sempre qualcuno che alla fine dello spettacolo viene e mi chiede ’Ti ricordi quando giocavamo assieme?’. E io mi ricordo di tutti. Sono gli unici di cui mi ricordo. So il ruolo e la squadra”. Il suo ruolo? “Mezz’ala, regista. A sedici anni volevo fare quello”. Schiappa? “Me la cavavo, feci anche un provino al Milan, ma quell’anno non se ne fece niente. Quando si trattò di decidere tra la laurea e continuare a giocare in serie C, con mio padre decisi, visto che eravamo in sei fratelli, che era meglio fare legge”. Ma poi non fece l’avvocato: “Mamma mia, fino a 35 anni ho tenuto duro, ma alla fine ho scelto di fare il comico. Avevo già moglie e figli, ma sentivo che quella dell’avvocato non era la mia vita. I primi tempi non è stato facile. C’era mia suocera che mi diceva: ’Dove vai a fare il cretino stasera?’. Mia moglie no, mi ha sempre supportato”. Come ha convinto il Parma ad ingaggiarla? “Ho fatto provini un po’ ovunque, poi a marzo ho chiesto a Ghirardi se poteva tesserarmi e, sebbene fossero ultimi in classifica, mi ha detto si. L’anno scorso ho fatto solo due mesi giocando in un’amichevole a fine stagione, con il Carpenedolo, in C2. Il patto era che avrei giocato solo se fossero stati salvi prima dell’ultima giornata. Cosa che non è successa”. La pagano anche? “Mille e cinquecento euro netti al mese: quello che prendeva Vieri all’Atalanta. Ovviamente non li tengo. Ma l’anno scorso quando è arrivato il bonifico in banca non ci potevo credere”. Sarà in panchina ogni domenica? “No, resto a disposizione. Ma quest’avventura è proprio una bella storia, tanto che abbiamo deciso di girare un documentario”. Una novità… “Sì, è la mia storia: questo cinquantenne che vuole giocare in serie A. Storia che potrebbe interessare anche la Rai. Filmeremo tutto quest’anno, compreso il mio privato, il lavoro in teatro, in tivù fino al debutto, se ci sarà, in serie A. Ci sono anche riflessi esistenziali: uno che si confronta con i ventenni, è quasi un pretesto per un discorso generazionale. Potrebbe finire al cinema, lo produce l’Itc”. La partita che sogna? “Contro il Milan. Con Berlusconi in tribuna, fargli goal. Andare sotto la curva, togliermi la maglia e fargli vedere la scritta: sono di rifondazione comunista”. Il numero della maglia? “È il 52, come i miei anni. C’è scritto Gnoccao, ma quest’anno forse terrò Gnocchi. Forse, aggiungerò 52 e sei mesi”. I colleghi che dicono? “Fabio Caressa di Sky mi ha detto che se mi faccio crescere le sopracciglia posso sostituire Bergomi”. Perché ha chiuso con Quelli che il calcio? “Dopo quindici volte che ti viene Valeria Marini e tu l’hai già massacrata in ogni modo, che cosa le dici? Per qualsiasi altro progetto con Simona, sono pronto. Lì era finito un ciclo. Tra l’altro mia suocera a mezzogiorno ha sempre fatto lo stracotto con la polenta e io non sono mai riuscito a mangiarlo. Sette anni senza lo stracotto con la polenta di mia suocera sono mortali”. Mai messo piede al Billionaire con la Ventura? “Briatore mi sta simpatico. Ma non saprei cosa mettermi. Lì hanno le ciabatte cifrate d’oro, quando ho provato un perizoma di Cavalli mia moglie ha cambiato faccia”. E dove va in vacanza? “Da 25 anni a Sestri Levante. Andiamo tutti, moglie, suoceri, cognati, siamo una tribù con ritmi immutabili. Mio suocero che stappa la bottiglia ad una certa temperatura, alla sera si beve il Nocino e lui racconta di quando era alI’Ibm, e inizia questa litania, con cui noi ci addormentiamo. Tipo ninna ninna». Poi da settembre al giovedì in seconda serata inizia Artù: di che si tratta? “Non è un format, ma un programma comico che si occupa d’attualità. Un esempio: sulla nuova 500 farei disamina su come si tromba lì. Chiamerei il tecnico, a cui chiederei quali sono le posizioni del kamasutra che si possono fare. Oppure: un pitbull attacca un bambino. Chiedo ad un biogenetico: è possibile far nascere un pitbull senza denti? Non ci saranno ospiti famosi”. E dentro a una Rai immutabile: “Mi sono proposto come giurista per dirimere il ’nodo Petroni’ e risolvere la questione delle nomine del Cda. Ma non mi pagano abbastanza”. E questo governo di sinistra, come le pare? “Sembra una scena de L’ultima follia di Mel Brooks: quando i protagonisti sono in un camper, in bilico, e basta che si sposti un’oliva per farlo pendere da una parte o dall’altra”.

STRANE COPPIE: MARA & MONA INTERVISTATRICI NEL PALLONE – GLI AMORI POP DELLE GEMELLE CAPPA (CREMONINI E DJ) – COSTANTINO ADDIO, MARIA CAMBIA TRONISTI (40ENNI E SFIGATI) - SGARBI CERCA MORIC (CHISSÀ PERCHÉ) – NAOMI SVACANZA A SCROCCO   New window

Date: Wednesday, 29 Aug 2007 00:31

Quelli che il calcio: l’addio di Gnocchi, l’arrivo di Mara Venier
Grandi cambiamenti a “Quelli che il calcio…”: il drammatico addio di Gene Gnocchi, punto di riferimento storico della trasmissione, che dal 20 settembre condurrà, sempre su RaiDue, “Artù”, un programma nuovo, incentrato su un argomento che sarà discusso attorno ad una tavola rotonda, e la new entry Mara Venier. La conduttrice, lontana dalla televisione da molto tempo, è stata contattata da Simona Ventura, per condurre uno spazio in cui intervisterà un personaggio. La Ventura, ha sempre espresso stima e solidarietà per la Venier e ora le dà l’opportunità di tornare in un programma importante. Ma il dubbio sul vuoto lasciato dal comico resta… chi potrà mai sostituirlo?

C’era una volta Quelli che il Calcio e… Staremo a vedere, quello che si inventerà la Mona.

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