Dolcetto o Scherzetto?
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Halloween 2007: Dolcetto o Scherzetto? La vera storia di Hallowen e di Jack o’Lantern.
Halloween e’ tra i piu’ antichi riti celebrativi la cui origine risale alla notte dei tempi. La sua crescente popolarita’ anche in Europa, deriva dalla tradizione Americana nella quale la notte di Halloween e’ la notte dei travestimenti e del famoso “Trick or Treat” (scherzetto o dolcetto). La celebre frase ‘Dolcetto o scherzetto‘ che tanto siamo abituati a sentire nei film americani ormai imperversa anche in Italia, con una valenza molto meno religiosa e molto più godereccia-commerciale. La notte di Halloween dedicata a spiriti e streghe si avvicina. Tra favorevoli e contrari (è di queste ultime ore l’allarme di Don Benzi, che sottolinea il suo essere un rituale satanico), la notte delle streghe è senz’altro una grande occasione consumistica. La tradizione del “Trick or Treatâ€, dolcetto o scherzetto, cioè l’abitudine ad Halloween dei bambini di bussare alle porte per chiedere dolciumi, è piuttosto recente. Appare per la prima volta nel 1939 ed è il risultato di influenze antiche e moderne. Nel Medioevo, per esempio, in Inghilterra c’era la consuetudine di fare la carità nell’ All Souls Day (Giorno dei Morti) ai cittadini poveri. Questi ultimi elemosinavano cibo e le famiglie davano loro dolci chiamati “soul cakes” in cambio della promessa di pregare per i defunti della famiglia. La distribuzione di questi dolci rimpiazzò l’antica pratica di lasciare cibo e vino per gli spiriti vaganti. Ad Halloween, infatti, per tenere i fantasmi lontani dalle loro case, la gente lasciava fuori ceste di cibo per rabbonire gli spiriti ed evitare che entrassero in casa. Nel diciannovesimo secolo in America gli immigrati dall‘Irlanda e dalla Scozia esportarono le loro usanze di Halloween: le ragazze stavano in casa a fare rituali divinazione mentre i ragazzi erano protagonisti di altrettanto rituali scherzi per le strade, di cui incolpavano gli spiriti che giravano in quella notte. Ma molti non conoscono la vera… STORIA DI HALLOWEEN E JACK O’LANTERN
L’origine della parola Halloween
La parola ha origini cattoliche. Nella tradizione Cattolica, infatti, a molti Santi viene dedicato un giorno particolare del calendario Cattolico, ma il 1°novembre è il giorno nel quale vengono festeggiati tutti i Santi. Il giorno dedicato ad “Ogni Santi” (in inglese All Saints’Day) aveva una denominazione antica: All Hallows’Day. Presso i popoli dell’antichita’ la celebrazione di “Ogni Santi” iniziava al tramonto del 31 ottobre e pertanto la sera precedente al 1° Novembre era chiamata “All Hallows’ Eve” (Eve significa vigilia), ma anche “All Hallows’Even” ( Even significa sera) che venne abbreviato in Hallows’Even, poi in Hallow-e’en ed infine in Halloween.
L’origine Celtica di Halloween
La celebrazione di Halloween tuttavia ha origini pagane molto più remote e pone le sue radici nella civilta’ Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiavano l’inizio del Nuovo Anno il 1°Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della “stagione calda” e l’inizio della “stagione delle tenebre e del freddo”. La notte tra il il 31 ottobre e il 1° Novembre era il momento piu’ solenne di tutto l’anno druidico e rappresentava per i Celti la piu’ importante celebrazione del loro calendario ed era chiamata la notte di Samhain. Tutte le leggende piu’importanti in cui si narrano cicli epici, antiche saghe, grandi battaglie e si racconta di re e eroi, si svolgevano nella notte di Samhain. Molte di queste leggende riguaradavano la fertilita’ della Terra e il superamento dell’oscura stagione invernale. Per questo motivo si attendeva la meta’piu’ buia dell’anno con grande timore e si celebrava con rispetto cosmico, terrore e panico l’inizio del regno semestrale del Dio delle Tenebre: Samhain (Samain, Samhuin). In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell’anno o fosse una divinita’. Per i Celti, che erano un popolo dedito all’agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l’inizio dell’inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: i greggi venivano riportati giu’dai verdi pascoli estivi, e le persone si chiudevano nelle loro case per trascorrere al caldo le lunghe e fredde notti invernali passando il tempo a raccontare storie e a fare lavori di artigianato.
La star della zucca: Jack o’Lantern: Chi è il simbolo di Halloween?
Quali sono le origini della celebre zucca di Halloween? In tutto il mondo è nota con l’appellativo di “Jack’O'lantern”, Jack della lanterna. Per scoprire chi era questo personaggio occorre addentrarsi tra i miti e le antiche leggende della tradizione irlandese. Jack era un vecchio e furbo fabbro ubriacone. La sua vita squallida e dissoluta lo aveva portato a condizioni di salute pessime e il suo carattere era in linea con il personaggio. Una notte, ovviamente il 31 ottobre, l’ennesima sbronza lo fece stare molto male, riducendolo in fin di vita. In punto di morte gli apparve Satana, pronto a reclamare la sua anima. Jack, totalmente ubriaco ma ancora lucido e furbo, decise di tentare il tutto per tutto e, con un bluff degno del miglior giocatore d’azzardo, convinse il Maligno a concedergli un ultimo desiderio. Il Diavolo acconsentì e Jack gli chiese un’ultima bevuta prima del trapasso. Adducendo come scusa la sua totale mancanza di denaro, l’ubriacone riuscì a convincere il Maligno a trasformarsi in una moneta per poter acquistare l’ultima fatale birra. In men che non si dica il Diavolo-moneta si trovò imprigionato nel portamonete di Jack, a pochi millimetri da un crocefisso d’argento che gli impedì di riconquistare le sue forme originarie. Jack allora costrinse Satana a venire a patti e ottenne un anno di vita per ravvedersi, in cambio della libertà del Demonio. Questi acconsentì nuovamente. Per un anno, Jack riprese la sua solita vita di bagordi, ma, dodici mesi più tardi, Satana tornò puntuale a farsi vivo e pretese l’anima di Jack. L’ubriaco gli chiese nuovamente un ultimo desiderio e di nuovo il Maligno acconsentì. Questa volta la richiesta riguardava una mela appesa a un ramo piuttosto alto di un albero lì in zona. Satana montò sulle spalle di Jack e fece per strappare la mela quando il furbacchione incise sul tronco un grande crocefisso. Il Diavolo restò bloccato a diversi metri da terra e fu costretto a scendere ancora a patti con il sagace Jack, che ottenne una proroga di ben dieci anni. Sconfitto Satana, il furbo ometto non scampò peraltro ai fumi dell’alcol e di lì a pochi mesi morì. Giunto alle porte dell’Inferno - dato che di Paradiso proprio non si poteva parlare - fu respinto da Satana in persona che, memore dei torti subiti e della promessa estorta, lo cacciò nuovamente sulla Terra. Per l’ultima volta Jack ottenne un favore dal Signore delle Tenebre: un tizzone ardente per illuminarsi la via. Per far sì che la luce durasse il più possibile, Jack inserì il tizzone all’interno di una grande rapa, creando così una lanterna. E la zucca? Gli immigrati irlandesi, fuggiti dalla patria verso la metà del XIX secolo attraversando l’Atlantico, trovarono negli Usa poche rape ma un grande quantitativo di zucche, destinate a soppiantare il vecchio simbolo.
La notte dei Morti e degli Spiriti
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain, Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a se’tutti gli SPIRITI DEI MORTI e temevano che in tale giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. I Celti infatti credevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle collinette di cui il territorio scozzese ed irlandese è contornato. Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l’anno precedente tornassero sulla terra la notte del 31 ottobre, in cerca di nuovi corpi da possedere per l’anno prossimo venturo. Cosi’ nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Questo rito consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull’altare e riaccendere il Nuovo Fuoco (che simboleggiava l’arrivo del Nuovo Anno) il mattino seguente. I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un’oscura foresta di querce (albero considerato sacro) per accendere il Nuovo Fuoco e offrire sacrifici di sementi e animali. Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Spegnere il fuoco simboleggiavava che la metà oscura dell’anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo mentre l’atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita, dando cosi’a questo riuto la rappresentazione ciclica del tempo.
Il Gatto nella tradizione di Halloween
Alcune leggende narrano di come i Celti bruciassero coloro che ritenessero”posseduti” come avvertimento per gli Spiriti. Gli spiriti maligni potevano infatti prendere forme differenti,
anche di animali, la più malvagia era quella di GATTO. Quindi al crepuscolo veniva riacceso il fuoco con il quale si bruciavano offerte, si facevano scongiuri e si lanciavano incantesimi per allontanare dal villaggio le anime dei morti, e guidarle nelle Terra dei Morti. Infatti gli antichi Celti temevano specialmente il momento del crepuscolo poiché credevano che gli spiriti potessero vagare sulla Terra. Con il loro aiuto Samhain (la terribile divinità della notte) avrebbe potuto imprigionare e uccidere il Sole, senza il quale tutto sarebbe tutta la vita sarebbe terminata. Era quindi necessario offrire dei sacrifici per placare gli spiriti erranti e per ossequiare la divinita’.Un’ antica leggenda medievale riporta che in Irlanda al tempo di San Patrizio in un luogo denominato Mag Sleht ogni primogenito fosse sacrificato nella notte di Samhain in onore di Cromm Cruac che era una divinita’maligna.
L’origine dei travestimenti
L’usanza moderna di travestirsi nel giorno di Halloween, nasce dalla tradizione che i Celti avevano, dopo il rito dei sacrifici nella notte del 31 Ottobre, di festaggiare per 3 giorni mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per esorcizzare e spaventare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano al villaggio illuminando il loro cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui intorno erano poste le braci del Fuoco Sacro. In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano pietre nella terra che venivano ricoperte di cenere e vi venivano lasciate sino al mattino suceccsivo. Se al mattino una pietra era stata smossa, significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno.
Le origini del “Trick or Treat”
Nella tradizione celtica non esistono ne’diavoli, ne’demoni, tuttavia le Fate erano spesso considerate ostili e pericolose dagli uomini che erano risentiti del dover codividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samihain le Fate sono solite
fare alcuni “SCHERZETTI” agli umani, portandoli a perdersi nelle “colline delle Fate”dove rimanevano intrappolati per sempre. I Celti quindi, per guadagnarsi il favore delle Fate erano soliti offrire loro del cibo o latte che veniva lasciato sui gradini delle loro case. Un’altra origine del detto “TRICK OR TREAT” si fa risalire quando i primi cristiani, in cammino da un villaggio all’altro, elemosinvano per un pezzo di “dolce dell’anima”, che altro non era se non un pezzo di pane. Piu’ “dolci dell’anima” una persona riceveva, piu’ preghiere questa persona prometteva di recitare per i defunti della famiglia che aveva a lui donato il pane. Infatti a quei tempi si credeva che i defunti potessero giungere al Paradiso non solo attraverso la preghiera dei propri cari, ma anche degli sconosciuti. E’ proprio da queste leggende che ha origine il famoso gioco del “TRICK o TREAT” (Scherzetto o dolcetto) nella quale i bambini travestiti con maschere e costumi “mostruosi e terrificanti” vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti o qualche moneta.
Se non ricevono niente, possono giocare un brutto scherzo ai proprietari di quella casa, come svuotare la pattumiera nel giardino o attaccare lattine vuote al tubo di scappamento dell’auto. Quando durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna vennero a contatto con queste celebrazioni. Anch’essi intorno al 1° Novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festivita’ venivano offerti frutti (soprattutto mele) alla divinità per propiziare la fertilità futura. Con il passare dei secoli il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, lasciando al suo posto l’offerta di effigi da bruciare e l’usanza di mascherarsi da fantasmi e streghe, divenne parte del cerimoniale.
Malgrado l’avvento del Cristianesimo queste tradizioni erano molto radicate nella popolazione e pur essendovi molte persone convertite alla Chiesa cattolica, l’antico rito celtico-romano rimase.
Le Streghe e Halloween
Nelle altre aree d’Europa in cui la popolazione era prevalentement pagana si credeva all’esistenza delle streghe e della stregoneria. Uno degli aspetti piu’ importanti della stregoneria era la celebrazione del SABBATH DELLE STREGHE. I Sabbath piu’ importanti erano due il 30 Aprile e il 31 Ottobre. Il 30 Aprile era celebrato nell’ area dell’attuale Germania (in particolare sulle Montagne Harz) e prendeva il nome di Walpurgisnacht (la notte di Valpurga). In quel giorno si riteneva che le streghe si radunassero sulla cima delle montagne per adempiere alle loro stregonerie ed evocare diavoli e demoni. Il Sabbath celebrato il 31 Ottobre veniva invece chiamato Black Sabbath. Visto che la Chiesa cattolica non riusciva a sradicare questi antichi culti pagani, escogito’ un tentativo per far perdere il profondo significato di questi riti.
Infatti nel 835 Papa Gregorio spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al 1° Novembre, pensando cosi’ di dare un nuovo significato ai culti pagani. Tuttavia l’influenza nefasta del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X° secolo, una nuova festa: il 2 Novembre il Giorno dei Morti in memoria delle anime degli scomparsi che venivanofesteggiati dai loro cari, che mascherandosi da santi, angeli e diavoli accendevano dei falo’. L’antico rito celtico del Fuoco Sacro sopravvive ancora in Inghilterra, ove il 5 Novembre si festeggia il Guy Fawkes Day.
Dolcetto o scherzetto?
Una tradizione molto famosa che riguarda Halloween è quella del “Trick or Treat”.
Questa deriva da una pratica europea del IX secolo d.C. quando i Cristiani, vagando di villaggio in villaggio, bussavano di porta in porta chiedendo il “pane d’anima”, un tipo particolare di pane a forma quadrata con l’uva passa. Da qui il termine inglese “souling”, che potrebbe essere tradotto come “elemosinare anima”. In cambio di questo pane i Cristiani promettevano di pregare per i morti di quella famiglia, e più pane d’anima avrebbero ricevuto, più avrebbero pregato. Se non avessero ricevuto niente, non avrebbero pregato.
La preghiera per i morti era molto importante, anche se fatta da sconosciuti, poiché in quel periodo si pensava che le anime dei morti vagassero nel limbo, e che più preghiere fossero state rivolte a loro, più in fretta sarebbero andati in Paradiso.
Da questa tradizione, quindi, il nostro “dolcetto o scherzetto?”, recitato dai bambini travestiti di maschere mostruose dopo aver bussato alle porte. E se malauguratamente il padrone di casa sia sprovvisto di qualche caramella, può aspettarsi uno scherzo da parte dei ragazzini….
Il sabbath delle streghe
Non tutte le aree europee praticavano il culto cristiano. Quelle che praticavano culto pagano, e che quindi non avevano riti che riguardassero i morti, credeva nell’esistenza delle streghe e quindi della stregoneria. Uno degli aspetti più importanti della stregoneria era quello dei Sabbath. I Sabbath erano principalmente due: uno il 30 aprile e l’altro il 31 ottobre.
Le streghe si riunivano in cima alle montagne e praticavano delle stregonerie per evocare demoni e diavoli. La chiesa, che in nessun modo riusciva a sradicare questi culti, nell’835 spostò il rito cattolico di tutti i santi dal 13 maggio al primo novembre, sperando in questo modo di dare un nuovo significato ai culti pagani e di far perdere significato ai Sabbath.
Ma sia il culto pagano delle streghe che quello celtico del signore delle tenebre stentavano a cadere; così fu aggiunto un ulteriore giorno, il 2 novembre, il giorno dei morti, per festeggiare le anime dei cari passati a miglior vita. Così il culto si modificò, pensando che le anime dei cari morti si travestissero da demoni, santi e angeli, e che andassero in giro ad accendere dei falò (il fuoco sacro dei Celti).
I simboli di Halloween
I simboli di Halloween sono tutti macabri e tenebrosi. Sono nati nell’età del pre-cristianesimo e sono tutti del culto pagano. Questi sono per lo più animali, poiché si pensava che gli spiriti malvagi si impossessassero di loro per tornare sulla terra.
Vediamo i più conosciuti.
LA ZUCCA
La lanterna a forma di zucca nasce in Irlanda (originariamente era un cavolo-rapa); usata per illuminare la strada dei cari morti sia dalle streghe, dopo averli evocati, sia dagli abitanti delle città , che sapevano che i loro cari il giorno dei morti sarebbero tornati sulla terra. Inoltre la luce veniva anche usata per sconfiggere il male, i fantasmi e le anime che vagano nel limbo. Queste erano impersonate dai fuochi fatui - quelle fiammelle viste in lontananza, senza spiegazione.
IL PIPISTRELLO
In molte culture il pipistrello è collegato alle streghe e alla morte per diversi motivi. Il primo era quello che portava a pensare che il pipistrello fosse malvagio poiché viveva nelle caverne e volava solo di notte; inoltre si dice fosse usato nelle pozioni di magia nera dalle streghe che evocavano il diavolo.
IL GUFO
Vedere o sentire un gufo, per alcuni, è ancora fonte di paura o pensiero di malaugurio, proprio perché si pensa che sia la personificazione delle streghe che, trasformandosi in gufo, potevano vagare indisturbate. Associazione valida anche per l’antica Roma, ove il gufo veniva chiamato “STIX” (strega).
IL RAGNO
La tradizione vuole che il ragno sia portatore di cattive vibrazioni, capace di fare del male anche stando solo vicino alle persone. Le streghe infatti non utilizzavano (al contrario di ciò che si dice) zampe di ragno per le loro pozioni.
Nell’età moderna, invece, il ragno è considerato un portafortuna e un portatore di creatività .
IL GATTO NERO
Il gatto, venerato e considerato sacro in Egitto, veniva associato al diavolo e, tutt’ora, un gatto nero che attraversa la strada è una delle superstizioni più conosciute e temute.
Nel Medioevo anche i gatti, dotati di poteri psichici ed esoterici, furono accusati di prestare il corpo al diavolo, tanto da essere bruciati assieme alle streghe nei roghi.
FANTASMI E SCHELETRI
Sono la classica associazione per eccellenza, poiché rimando diretto alla morte e al ritorno sotto forma di spirito. Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono però simbolo di morte per il pre-paganesimo, ma di reincarnazione, poiché la morte in realtà non è una fine, ma un passaggio ad un altro stato, che ci conduce alla rinascita, in un ciclo perpetuo.
IL MANICO DI SCOPA
Il manico di scopa è per eccellenza il mezzo di trasporto che le streghe usavano per volare. Veniva cosparso di un unguento a base di erbe velenose che permetteva al manico di scopa di prendere il volo. Anche ora una scopetta di paglia dietro la porta è simbolo magico, poiché spazza via tutto ciò che ci può essere di malvagio in casa.
Halloween, una tradizione europea (La festa nasce nel Vecchio Continente)
Contrariamente a quanto si pensa, Halloween nasce in Europa 2500 anni fa. Ed è americana soltanto da un secolo e mezzo. Il termine “halloween” non è altro che la contrazione dell’espressione “All Hallows Eve”, la notte di Ognissanti. Scorrendo con attenzione le pagine dei libri di storia si scopre che nel quinto secolo avanti Cristo, nell’Irlanda dei Celti, il nostro 31 ottobre era la data in cui ufficialmnete si concludeva l’estate. Questa data-simbolo, importante sotto il profilo agricolo, culturale, letterario, musicale e magico, andava sotto il nome di Samhain. Con grande capacità di sintesi le popolazioni locali avevano trovato un abbinamento cromatico che ben descriveva questa sorta di crinale cronologico: un vessillo arancione e nero annunciava la giornata di passaggio alla stagione invernale. Arancione, come le messi raccolte quali frutto di un’estate produttiva; il nero per il cambiamento climatico che di lì a poche settimane avrebbe condotto all’inizio dell’inverno. Quali erano le connotazioni magico esoteriche di quella notte? Cioè, da dove deriva la suggestione che si tratti di un evento particolare, da vivere con rispetto e timore di forze oscure o ultraterrene? Secondo la leggenda, tra il 31 ottobre e il 1 novembre chi è morto nel corso dell’anno torna sulla terra in cerca di un corpo da abitare per l’anno successivo. In particolare secondo i Celti questa strana congiuntura esoterica metteva in pausa per una notte tutte le leggi fisiche esistenti e conosciute, rendendo possibile un corto circuito tra la dimensione dei vivi e quella dei morti. Poiché però i vivi non gradivano l’idea di essere posseduti da anime di defunti, ecco che si imbruttivano il più possibile, indossando vesti mostruose e rendendo squallide e sporche le proprie dimore. Da qui l’abitudine di travestirsi, rimasta anche quando svanì la paura della persecuzione occulta. La fatidica domanda “Dolcetto o scherzetto?” che i ragazzini americani pongono ai vicini di casa, raccogliendo caramelle pena una burla più o meno crudele, ha invece un’altra origine. Nel IX secolo dopo Cristo, in Europa era costume diffuso tra i Cristiani vagare di villaggio in villaggio il 2 novembre di ogni anno praticando quello che veniva definito “souling”: l’elemosina dell’anima. I cristiani in sostanza bussavano alle porte e chiedevano “pane d’anima”, un dolce quadrato con uva passa, in cambio di preghiere per i defunti dei donatori, altrimenti destinati a rimanere nel limbo. La festa di Halloween, forte di questa duplice tradizione, arrivò negli Usa soltanto nel 1840, quando gli emigranti irlandesi sbarcarono al di là dell’Atlantico per scampare alla carestia di patate che colpì i loro territori.
Per chi volesse cimentarsi e fare un’improvvisata ai vicini di casa, il testo della poesiola da recitare (rigorosamente in lingua originale) è il seguente:
Trick or treat
Smell my feet
Give me something to eat
Non too big, not too small
Just the size of Montreal
Come costruire la zucca-lanterna (Un classico di Halloween)
Perché acquistare una zucca di plastica e illuminarla con una lampadina, quando è possibile intagliare una zucca vera e inserirvi una candela accesa? Con il boom del biologico nell’alimentazione e nell’abbigliamento, torna di moda il fai-da-te anche per le serate a tema, Halloween su tutte. Lasciate ai meno romantici e ai più maldestri le code in cartoleria o ai supermercati: voi avete bisogno solamente di un fruttivendolo che vi fornisca una zucca in piena regola. Per ottenere un “Jack’o Lantern” di bell’aspetto, il segreto risiede, prima di tutto, proprio nella zucca., che deve essere ampia, circolare e levigata. Scelta la zucca, occorre procursrsi alcuni strumenti del mestiere. Per tracciare sul voluminoso ortaggio le linee da seguire al momento dell’incisione può essere utile uno scalpello a V, mentre un bel coltello affilato è indispensabile per realizzare i tratti stilizzati del volto. A questo punto esistono due scuole di pensiero: chi preferisce un Jack’O'Lantern senza sopracciglia taglia la calotta superiore della zucca e ne estrae il contenuto dall’alto. Chi invece vuole un volto più espressivo lascia intatta la sommità e pratica un grosso foro alla base del vegetale. Eliminata la polpa, si ha modo in entrambi i casi di praticare i tagli “chirurgici” che consentono di asportare frammenti geometrici di guscio lasciando in evidenza occhi, naso e bocca di Jack. Come ultimo step, è necessario infilare nella zucca una fonte luminosa per far vivere il personaggio di luce filtrata attraverso gli orifizi creati ad arte. All’inizio - siatene consapevoli - il lavoro non sarà facile. E’ probabile che incontriate difficoltà tanto nella fase dell’estrazione della polpa quanto in quella ben più determinante del delineamento dei tratti di Jack. Ma non scoraggiatevi e prima di tagliare la zucca, fate qualche prova su un pezzetto di zucca a parte. E se poi dovesse andare male… non vi resta che mangiare la zucca e riprovare.
La zucca tra gusto e gioco (Halloween e la cucurbitacea stregata)
La grande protagoniste della festa di Halloween è senza dubbio la zucca. La produzione agricola nazionale offre in media ad ogni italiano più di un chilo di questo ortaggio a testa, che viene soprattutto consumato per preparare gustosi banchetti, ma anche per decorare le case. In effetti la moda di celebrare la notte di Halloween ha aperto un nuovo mercato per la produzione di circa 60 milioni di chili di zucche made in Italy.
Piatti da paura (Menu in tema per la festa di Halloween)
Halloween merita un menu particolare, ed ecco tutti i suggerimenti e le ricette più adatte per una serata con i fiocchi… e con i brividi. Si possono utilizzare per comporre una cena intera o come “citazione” in una serata diversa, ma che in qualche modo vuole essere un po’ “stregata”.
Primi piatti
CAPELLI DI DRACULA ALLE LARVE AMMUFFITE
Ingredienti: 500 g. di spaghetti al nero di seppia 400 g. di gamberetti surgelati già sgusciati 3 zucchine 2 spicchi d’aglio prezzemolo fresco tritato olio (piccante se preferite) vino bianco sale Soffriggere leggermente nell’olio piccante gli spicchi d’aglio tritati finemente; aggiungere le zucchine che avrete precedentemente tagliate a dadini; lasciare cuocere per pochi minuti quindi con il minipemer trasformare il tutto in una densa salsa verde; aggiungere i gamberetti, il prezzemolo tritato e coprire con un coperchio; dopo 15 minuti di cottura aggiungere il vino bianco e lasciare evaporare a fiamma alta; aggiungere il sale a piacere, mescolare, rimettere il coperchio e completare la cottura; cuocere intanto in abbondante acqua salata gli spaghetti al nero di seppia, scolarli al dente e versarli nella padella con la salsa…..
CREMA DI ZUCCA GRATINATA
Ingredienti: 500 g di polpa di zucca, 3 patate, 1 litro di latte, 1 foglia di salvia, formaggio grattugiato, 1/2 bicchiere di panna, 4 fette di pane casereccio, sale, pepe Sbucciate e tagliate a spicchi le patate e a pezzetti la polpa della zucca. In una pentola portate a bollore il latte allungato con due bicchieri d’acqua, poi unitevi patate, zucca e salvia. Salate e pepate. Portate di nuovo a bollore, riducete il calore e continuate la cottura a fuoco medio per 40 minuti. Togliete la foglia di salvia e frullate il tutto. Amalgamate la panna al frullato, regolate sale e pepe, cuocete ancora per alcuni minuti. Versate la crema in fondine individuali, al centro adagiate una fetta di pane, cospargetela di formaggio grattugiato e passate in forno, al grill, per alcuni minuti. Vini di accompagnamento:Colli Orientali Del Friuli Pinot Bianco DOC, Colli Maratani Grechetto DOC, Greco Di Tufo DOC.
RIGATONI ALLA CREMA DI ZUCCA CON ZAFFERANO E PANCETTA
Ingredienti: 320 g di pasta tipo rigatoni 80 g di pancetta 1 e ½ bicchiere di vino bianco 3 coste di sedano 2 carote 1 cipolla 600 g zucca 2 bustine di zafferano rosmarino Sminuzzate il sedano, la carota, la cipolla e soffriggete, dopo qualche minuto aggiungete la pancetta. Aggiungete la composto la zucca tagliata a dadini, sfumate con vino e fate cuocere per 10-15 minuti. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e il rosmarino fate cuocere per qualche altro minuto e frullate il tutto. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata a cui avrete aggiunto lo zafferano. Scolate la pasta al dente e mantecatela con la crema di zucca.
LA SELLA DEL DIAVOLO - (Fregula con arselle)
Ingredienti:1/2 Kg di arselle 1/2 bicchiere di olio di oliva 2 spicchi d’aglio 1/2 Kg di pomodori pelati passati 1 mazzo di prezzemolo 1 etto e mezzo di fregula sarda
1/2 bicchiere di vino bianco sale. Lavare accuratamente le arselle, farle spurgare per qualche ora in acqua salata. Inserire le arselle in un tegame senza acqua, accendere il fuoco ed inserirne su il tegame, il calore farà si che le arselle si aprano, estrarle una alla volta (quelle già aperte) e tenerle da parte; filtrare con un colino il liquido rimasto nel tegame e tenere da parte. Nel frattempo si prepari un soffritto, inserendo sul fuoco un tegame con dell’olio, spicchi d’aglio interi e pomodori pelati: far cuocere per una decina di minuti…ora versate sullo spezzato il liquido di cottura delle arselle, precedentemente filtrato e messo da parte; aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e il vino bianco secco. Portare all’ebollizione, far cuocere per 7/8 minuti, versare le arselle e la fregula. Cuocere ancora per 10 minuti, a seconda del tipo di fregula che si utilizzerà . Durante l’ultimo minuto di cottura aggiungere il prezzemolo tritato precedentemente. Servire il tutto in diverse ciotole di coccio, tenendo in superficie qualche arsella ben aperta, bruschette di pane, strofinate con aglio e abbrustolite in forno.
Secondi piatti
TORTA DI ZUCCA SALATA
Ingredienti: 1kg di zucca gialla, 300 g di pasta sfoglia, 50 g di burro, 50 g di groviera, 20 g di funghi secchi, 2 uova, formaggio grattugiato, cipolla, olio, sale, pepe Preparazione: Mettete i funghi a bagno in acqua tiepida. Tagliate a fette la zucca, eliminate i semi e la parte filamentosa, cuocete in forno a 180°C per 20 minuti. Passatela al setaccio. In una casseruola sciogliete il burro e rosolate la cipolla tagliata ad anelli sottili, i funghi strizzati e tritati. Unitevi il passato di zucca e lasciatelo asciugare per 10 minuti, mescolando. Ritirate il recipiente dal fuoco, incorporate al composto quattro cucchiai di formaggio grattugiato, un uovo intero e un tuorlo, amalgamate. Salate, pepate. Dividete la pasta sfoglia in due parti, tiratene una a disco e adagiatelo in una tortiera imburrata facendo risalire la pasta sui bordi. Ricoprite la superficie con le fettine di groviera, versate il composto di zucca. Tirate a disco la restante pasta e coprite il ripieno. Sigillate i bordi pizzicandoli in modo da formare un cordoncino, bucherellate la superficie con una forchetta e cuocete in forno preriscaldato a 200°C per un’ora
LE COSTOLE FRATTURATE - (costolette al tartufo)
Ingredienti: Costolette di vitello Farina, olio d’oliva, margarina vegetale Sale, funghi freschi, patate, cipolla e prezzemolo Tartufo bianco 1/2 bicchiere di Vermentino di Sardegna. In un tegame mettete della margarina a scaldare, ungete le costolette e infarinate, salate e fate rosolare. Prendete una casseruola con coperchio, adatta per il forno, ungetela con della margarina e qualche goccia d’olio d’oliva, sul fondo ponete i funghi tagliati a fettine; ponetevi sopra le costolette prima rosolate, sistemate uno strato di patate, fate a pezzi, tutto intorno alle costolette. Aggiungere il trito di prezzemolo e cipolla, versate il vino, grattugiate o affettate del tartufo bianco. Coprire, mettere al forno caldo per 40 minuti
CORVO GRIGIO CON SCALPO
Ingredienti: 300 gr. di salsiccia di maiale, 1 kg di riso giallo, prezzemolo, cipolla, olive nere, un pomodoro secco, zafferano, salvia, sale, olio d’oliva, una grossa noce di burro o margarina, vino rosso. In una padella versate alcuni cucchiai d’olio, poi il tritato composto da, prezzemolo, cipolla pomodoro secco, salvia, olive nere, salsiccia sbriciolata. Fatte rosolare il tutto, e tenete al caldo, fatte bollire il riso in abbondante acqua salata, scolate.
Inserite nuovamente la padella sul fuoco, aggiungendo la noce di burro, versate il riso nella padella, e contemporaneamente lo zafferano, bagnando con vino rosso, fatte addensare il tutto, ponete in un piato di portata il riso, dandogli la forma di un corvo. Servire caldo e accompagnato dal vino rosso.
Dolci
OSSA DI MORTO
Ingredienti:1 kg di fior di farina 1 kg di zucchero 15 grammi di chiodi di garofano
Esecuzione: Con la farina, lo zucchero, i chiodi di garofano pestati nel mortaio e con un po’ d’acqua, preparare un impasto piuttosto morbido e porlo in una pentola sul fuoco. Rimescolando continuamente con la spatola di legno, continuare la cottura finché l’impasto risulterà ben lavorato e soffice. Ungere le apposite formelle con calchi a foggia di ossa, teschi o animali, depositarvi il composto e lasciarlo riposare per un paio di giorni, quindi sformare i biscotti ormai secchi, bagnarli alla base e deporli su una teglia ben unta. Porre in forno caldo finché nella parte inferiore si depositerà lo zucchero, prendendo un bel colore marrone bruciato.
Si mangiano freddi e si conservano per parecchi giorni.
CIOCCOBISCOTTI ESOTERICI
Dose per 24 biscotti. Ingredienti: g 100 di burro, 1/2 tazza di zucchero, 1/4 di tazza di zucchero scuro, 1 uovo sbattuto, 1 cucchiaino di vanillina, 1 tazza di farina, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio (baking soda), 1/2 tazza di noci a pezzi, g 160 di cioccolato amaro a pezzetti. Preriscaldate il forno a 170°, lavorate bene in una larga terrina il burro fino a quando non diventi cremoso. Aggiungete lo zucchero bianco e lo zucchero scuro poco per volta mescolando molto bene. Mettete la panna e la soda e lavorare il composto con un cucchiaio di legno fino a quando non è diventato liscio. A questo punto mettete le noci e i pezzi di cioccolato badando che siano ben distribuiti nel composto. Imburrate una teglia da forno e fare delle file con un cucchiaino da tè di composto a cm 5 di distanza l’uno dall’altro. Infornate per 8-10 minuti o fino a quando cominciano a scurirsi ai margini. Raffreddate su una reticella.
POPCORN AMERICANO ALLO SCIROPPO D’ACERO
Dosi per 3 dozzine di palline. Ingredienti: 1/4 di tazza di olio di semi, 2 tazze di chicchi di granoturco, 3 cucchiai di burro, 1 tazza di zucchero, 1 tazza di sciroppo d’acero, 1 tazza di frutta secca tostata non salata, a pezzetti (mandorle, noci, nocciole, noccioline)
Scaldate in una larga padella l’olio con 3 o 4 chicchi di granoturco, a calore moderato. Quando i chicchi scoppiano, aggiungete tutti gli altri e coprire la padella. Appena i grani cominciano a scoppiettare, scuotete continuamente la padella fino a che tutti i grani non siano scoppiati. Togliete dal fuoco e tenete da parte. Fate sciogliere il burro a calore moderato in una casseruola, aggiungete lo zucchero e lo sciroppo d’acero, portare a bollore mescolando continuamente. Ridotto il calore, farte cuocere lentamente fino a quando il composto non diventi una palla compatta ma malleabile quando si prova a metterne un cucchiaio nell’acqua ghiacciata. Aggiungete la frutta secca tostata ai popcorn e, mescolando con un cucchiaio di legno, incorporatela allo sciroppo. Quando il composto sarà freddo, ungere le mani e modellare i popcorn in 3 dozzine di palline.
BISCOTTI DI HALLOWEEN
Ingredienti per 2 persone: 3/4 di tazza di noci tritate - 1 tazza di burro sciolto - 1/2 tazza di zucchero in polvere - 1/2 tazza di farina - 1 bustina di vanillina - 1/4 di cucchiaino di sale - zucchero in polvere Utensili: una grossa terrina - Un cucchiaio di legno - un cucchiaino una teglia anti aderente Tritate le noci. Mescolate noci, burro, zucchero e vanilline nella terrina. Aggiungete piano farina e sale. Mettete in frigo per 1 ora. Fate palline di 2 1/2 cm circa di diametro. Rotolate le palline nello zucchero. Mettete le palline nella teglia e infornate per 30 minuti a 175° C. Servire ancora semicaldi.
Cocktails
SUCCO DI LUCERTOLA
INGREDIENTI: 5 litri di succo d’arancia, mezza bottiglia di marsala, un bicchiere di Gin, tre arance tagliate a cerchietti con tutta la buccia, molto ghiaccio. Per rendere il tutto più attraente, fate galleggiare delle piccole rose di vari colori, precedentemente sistemate su dei turaccioli di sughero.
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Tags: 2007, 6, 7, 8, ben, fratello, gf, grande, grandefratello, Senza categoriaArticoli simili che potrebbero interessarti:
Scritto da RedazioneGFP Wednesday 31 October 2007 ore 12:33 in Senza categoria
