Un 2008 Musichiere per Simona Ventura con un colpo di X Factor
Scritto da RedazioneGFP il 08/01/2008 alle ore 06:33 nella categoria XFactor 0 letture
C’è il remake del Musichiere nel 2008 di Supersimo: ma non doveva andarsene in America?
E’ un 2008 fitto di impegni e progetti quello che si spalanca per Simona Ventura, prima-donna Rai. La certezza sarà ancora “Quelli che…”, sopravvissuto in buona salute (media tra il 14 e il 15 per cento) all’eclissi del calcio e di Gene Gnocchi mentre la digressione sarà “X Factor”, il talent show prodotto da Magnolia per il martedì di Raidue nel quale Simona lascerà molto spazio a Francesco Facchinetti, già collaudato sull’“Isola”. E poi c’è la solita tentazione, il sogno proibito, la mela dell’Eden: il sabato sera di Raiuno. L’idea è riproporre “Il Musichiere”, storico varietà della Rai fresco di cinquantenario, con tanti ospiti importanti e la gara a indovinare il motivetto appena accennato. Il tutto griffato Ballandi Entertainment. Non è finita: la Ventura duetterà anche con Cristiano Malgioglio in un singolo scritto da lui. Insomma, per Simona si profila un 2008 tutto musicale. Almeno fin quando, in estate andrà in America, per studiare da vicino David Letterman.
Il Musichiere è il titolo di una celebre trasmissione televisiva RAI diretta da Antonello Falqui, andata in onda il sabato sera per novanta puntate, a partire dal 7 dicembre 1957 al 1960.
Condotto dall’attore romano Mario Riva, Il Musichiere era un gioco musicale a quiz: i concorrenti, seduti su di una sedia a dondolo, dovevano ascoltare l’attacco di un brano musicale e, una volta riconosciuto, precipitarsi a suonare una campanella a dieci metri di distanza per avere diritto a dare la propria risposta, accumulando gettoni d’oro per il monte premi finale.
Il monte premi si conquistava indovinando il “motivo mascherato”, eseguito all’apertura di una cassaforte che conteneva la vincita.
I motivi musicali erano eseguiti dall’orchestra di Gorni Kramer e da due cantanti: Nuccia Bongiovanni e Johnny Dorelli. Quest’ultimo fu poi sostituito da Paolo Bacilieri.
Ispirato a un format della NBC statunitense, intitolato Name That Tune, riscontrò un grande favore di pubblico grazie alla semplicità del meccanismo di gioco, ma soprattutto grazie alla facilità con cui tutti da casa potevano partecipare attivamente, avvalendosi soltanto della propria conoscenza del panorama musicale popolare, allora molto meno ramificato e complesso di quello odierno.
Il gioco era essenzialmente identico a quello americano, tuttavia la conduzione di Mario Riva conferì alla trasmissione un’atmosfera familiare e popolaresca. Per questo Il Musichiere finì col diventare il contraltare di Lascia o raddoppia?, contrapponendo al rigore l’improvvisazione, all’accademismo la spontaneità, alla cultura la canzonetta. Il tutto senza mai cadere nel futile o nella volgarità: non a caso i testi della trasmissione erano firmati da Pietro Garinei e Sandro Giovannini, grandi professionisti dello spettacolo leggero, garanzia di classe e intelligenza.
A Mario Riva erano affiancate due vallette, nel cui ruolo si sono avvicendate Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Carla Gravina, Patrizia Della Rovere, Patrizia De Blanck, Marilù Tolo, Brunella Tocci. Le vincite non raggiunsero mai cifre leggendarie: l’unico campione che riuscì ad emergere dall’anonimato, con una vincita di otto milioni di lire circa, fu Spartaco D’Itri, cameriere in un ristorante romano che, grazie al premio vinto, riuscì ad aprire un’attività in proprio.
Uno dei momenti più attesi della trasmissione era quello dell’ospite che, anche se proveniente dal mondo del cinema, del teatro o dello sport, veniva inevitabilmente costretto a cantare. Ospiti celebri furono Gary Cooper, Totò, Marcello Mastroianni, Jayne Mansfield, Dalida, Fausto Coppi e Gino Bartali, Mina e Adriano Celentano. Questi ultimi due esordirono in televisione proprio grazie a Mario Riva, in una famosa puntata dedicata agli urlatori, comparendo a sorpresa da un grande juke box.
Sigla della trasmissione era Domenica è sempre domenica, brano che Garinei, Giovannini e Kramer avevano composto per la commedia musicale Un paio d’ali, ma che divenne famoso proprio attraverso questa trasmissione.
Con il crescere della popolarità della trasmissione e del suo conduttore, il Musichiere divenne anche un settimanale in vendita nelle edicole, uno dei primi esempi di vendita abbinata a un gadget (ogni copia conteneva un flexi-disc con inciso un brano musicale), e successivamente anche un festival.
Questo festival offriva ai compositori dilettanti una straordinaria possibilità: chiunque poteva inviare un proprio componimento poetico, e i pezzi selezionati venivano musicati da autori professionisti e cantati in tre serate che si svolgevano all’Arena di Verona. Proprio all’Arena, all’inizio di quella che doveva essere la seconda e purtroppo ultima edizione, Mario Riva cadde in una botola del palco procurandosi una rovinosa frattura, le cui complicanze di lì a pochi giorni lo portarono alla morte.
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