Il dilemma ad Amici di Maria 7 nella seconda puntata serale: dilettante o professionista?

La Sanguinaria VS La Celentano

ti-conosco-mascherina.gifLa querelle più simpatica, eliminando quelle con Mauro “la frocia con il parruccone Biondo” (n.d.r. come si autodefinisce nel suo libro) le quali più di querelle sapevano di offese belle e buone, che hanno tenuto banco ieri sera nella seconda puntata del serale di Amici di Maria 7 è stata certamanete quella fra la Sanguionaria e La Celentano: dilettante o professionista? Eccovene il video e le definizioni che Wikipedia (n.d.r. stessa fonte da dove Maria ha letto la documentazione pervenutale ma senza le sue sporcature aggiunte dopo a sostenere la sua tesi giocare con le parole non è da tutti ma a volte si viene scoperti maschernine) dà su questi due termini in modo da potervene fare in proprio un ragionamento …

Definizione di Dilettante
Il termine dilettante indica, in senso lato, chi svolge un’attività per diletto e senza scopo di lucro oppure senza una specifica competenza (con quest’ultimo significato è a volte usato in senso dispregiativo).

In senso più stretto viene generalmente usato per indicare l’atleta che gareggia in uno sport a titolo gratuito (non professionista), o al massimo ricevendo un rimborso spese. Fino ad alcuni decenni fa la partecipazione ai Giochi Olimpici era riservata unicamente ai dilettanti: i professionisti erano esclusi. Vi furono talvolta casi di atleti squalificati dalle Olimpiadi per “professionismo”: il più famoso fu Jim Thorpe, medaglia d’oro nel pentathlon e nel decathlon ai Giochi del 1912. Le medaglie gli furono revocate quando si scoprì che aveva giocato, stipendiato, in una piccola squadra di baseball, e gli vennero restituite solo nel 1983, molti anni dopo la sua morte. Un altro caso fu quello dell’italiano Carlo Airoldi, che nel 1896 si recò da Milano ad Atene coprendo gran parte del percorso a piedi (!) per prendere parte alla maratona olimpica, ma gli fu impedito di partecipare in quanto aveva disputato (e vinto) alcune gare con premi in denaro. Anche Mark Spitz nel 1972 dopo aver vinto sette ori nel nuoto rischiò di essere squalificato per avere esibito durante una premiazione le scarpe di una nota azienda.

Oggi vigono in materia regolamenti diversi per i vari sport. Alcuni esempi:

  • Nel calcio e nella pallacanestro il professionismo è ammesso, anche se limitato agli atleti delle società che partecipano ai campionati delle categorie più alte (nel calcio, in Italia, le serie A, B, C1 e C2).
  • Nel golf vi sono gare riservate ai dilettanti e gare aperte ai professionisti (Open). I dilettanti possono partecipare a queste ultime, ma sono esclusi dai premi in denaro.
  • Nel pugilato vi sono federazioni sportive separate che regolano l’attività professionistica e quella dilettantistica.

In Italia, in alcuni sport come lo sci e l’atletica, molti atleti di alto livello sono inquadrati nel gruppo sportivo di un corpo militare (carabinieri, polizia, corpo forestale, guardia di finanza): nominalmente sono dilettanti, ma in realtà vengono stipendiati per svolgere l’attività sportiva. Questo metodo veniva regolarmente usato, prima del 1989, anche nei paesi del blocco sovietico, nei quali il professionismo era formalmente proibito. Un altro escamotage utilizzato in passato (ad esempio per la nazionale italiana di calcio che vinse le Olimpiadi del 1936) era quello di far figurare gli atleti come “studenti universitari” anche quando, in effetti, erano già tesserati per società professionistiche.

Definizione di professionista
Professionista è colui che esercita professionalmente un’attività.
In diritto, la professionalità è uno dei requisiti per la sussistenza del carattere imprenditoriale di un’attività economica.

Dottrina e giurisprudenza hanno oscillato parecchio nel dare una definizione del carattere della “professionalità”. Può dirsi, in definitiva, che si atteggia come professionale quell’attività che possieda i requisiti della stabilità ad esempio, contrapposta quindi alla saltuarietà. Taluni avversano questa tesi, sostenendo che il requisito della stabilità non sia intrinseco nel concetto di professionalità.

Può essere considerata professionale quell’attività che richieda uno sforzo minimo in termini di impegno personale, che consenta di individuare quindi il “professionista” come colui che si fa tramite di una conoscenza, ovvero colui che assume una dichiarata veste, appunto, professionale. Anche questa tesi è stata contrastata, dal momento che il concetto di “professionista” verrebbe ad essere così frutto di una rappresentazione soggettiva, con una significativa incidenza sul piano della certezza del diritto.

Sicché si è connessa alla definizione detta, quella che vede il professionista come colui che esercita la propria scienza e ne ricava autorità, si manifesta e dichiara tale, e tale viene percepito. Sicché, - compendiando i due concetti - è professionista colui che tale si dichiara e che riconoscibilmente esercita la propria attività. Ad ogni modo, le oscillazioni dei dottori e dei pratici, e la definizione detta, di scarsa consistenza denotativa, hanno finito col far perdere importanza al concetto di professionalità, in ordine alla determinazione della figura dell’imprenditore.

Per alcune professioni la legge dispone l’esistenza di un Ordine di un Albo professionale o di un collegio al quale chi vuole svolgere quella professione è tenuto a iscriversi (esempi: l’Ordine degli Architetti,l’Ordine degli avvocati, l’Ordine dei medici, l’Ordine dei giornalisti). L’iscrizione richiede il superamento di un esame o di un concorso; di solito si deve aver svolto un congruo periodo di praticantato. Gli Ordini si dotano anche di regolamenti con i quali disciplinano l’esercizio delle relative professioni.

Nello sport il termine “professionista” denota la categoria degli atleti che vengono stipendiati dalle società sportive per cui gareggiano e/o partecipano a competizioni che assegnano premi in denaro. Gli atleti che invece gareggiano a titolo gratuito (è ammesso al massimo un rimborso spese) sono detti dilettanti. In passato i Giochi Olimpici erano riservati unicamente ai dilettanti, e così le gare organizzate dalle principali federazioni sportive. Oggi vigono regole diverse nei vari sport: in alcuni il professionismo è ammesso senza condizioni, in altri si organizzano gare separate per dilettanti e professionisti.

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