Giorgio Gori e Simona Ventura spiegano in un’intervista, le principali differenze tra XFactor ed Amici di Maria o lamneo ci provrano … ai posteri “l’ardua” sentenza.

Il tentativo è di fare un programma ben fatto, che fin dall’inizio dichiari il suo obiettivo: scoprire e lanciare talenti veri nel campo della musica pop

x-factor3.jpg Parla Giorgio Gori
C’è solo una piccola percentuale di reality: racconteremo i 12 concorrenti e i rapporti tra loro. Ma soprattutto documenteremo la loro vita da “popstar”. Non ci saranno riprese 24 ore su 24. Riprenderemo principalmente le loro attività: le prove, il lavoro in sala di incisione. Non saranno “reclusi” ma potranno uscire, faranno showcase, interviste, piccoli concerti live nei locali. E tutto questo sarà raccontato nella striscia quotidiana dalle 20 alle 20,30, replicata alle 17,20. Quella è una grande scuola di spettacolo, già molto affermata, con un calendario di lezioni e persino delle divise, un programma corale in cui ai ragazzi si insegna a ballare, cantare e recitare e dove il ruolo del conduttore è assolutamente centrale. In X-Factor c’è solo il canto e non sarà una scuola: i concorrenti sono già bravi.

Parla Simona Ventura
In Inghilterra, come in molti altri Paesi, X Factor è diventato un vero e proprio fenomeno di costume, rivoluzionando il mercato televisivo e quello della musica pop. Eppure anche là, fino a che non c’è stato il boom di Pop Idol, bissato da quello di X Factor, da molti anni non si facevano programmi musicali perché si pensava che in tv la musica non funzionasse.

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