Aggressione a scopo di rapina. Sarebbe questa la nuova pista, seguita dagli investigatori, per dare un volto alla mano che ha sferrato un colpo mortale al cuore di Marinalba Costa e Silva (questo il cognome corretto della vittima).

La brasiliana, assassinata in un monolocale del centro storico di Isernia, avrebbe lottato contro due persone prima di cadere a terra priva di sensi. Sotto la lente d’ingrandimento dei Cc e della Procura ci sarebbero gli ambienti della tossicodipendenza. Dunque il fallo di lattice, trovato sulla schiena della 48enne, potrebbe essere stato lasciato apposta per depistare le indagini. L’oggetto erotico, forse, è stato trovato dall’assassino mentre cercava soldi e preziosi da rivendere per procacciarsi una dose. O forse portato dopo l’omicidio. Infatti chi ha ucciso la donna ha fatto sparire le chiavi del monolocale e sarebbe potuto tornare in un secondo momento. Ipotesi. solo ipotesi non confermate e nè smentite dai titolari dell’inchiesta che, almeno fino a ieri, non ha portato nessun nome nel registro della Procura. Proseguono gli interrogatori. In casema è stato ascoltato il marito della brasiliana. Lorenzo Porcari, 72enne, è arrivato da Montecchio (Terni) in treno. È stato l’ultimo a parlare con la moglie. Una telefonata che risale alle 21 di mercoledì.

È già tornato in Umbria. Ascoltata nuovamente la sorella della 48enne. Gracinha de Jesus Costa, assistita dai legali Franco Mastronardi e Piergiorgio Quirico. Gracinha ieri, uscendo dalla caserma, ha detto: «Marina non era una prostituta. Faceva l’agente di commercio esportando in Brasile borse e accessori prodotti in Italia». Un’attività che la 48enne aveva avviato in Umbria, Abruzzo e nel Lazio, dopo l’esperienza lavorativa come ballerina nei locali notturni. Ora voleva tentare con il Molise. Isernia perchè aveva saputo della presenza di grosse aziende del settore. Il monolocale per lei era solo un appoggio temporaneo. Grazie a un’agenzia era già riuscita a trovare un appartamento a San Lazzaro, dove si sarebbe trasferita a breve. Gracinha ha, poi, rivelato che la sorella aveva partecipato ai provini per «GrandeFratello8». Fu scalzata da un ragazzo di Montecchio. La sua passione era il ballo. Sbarcata sul suolo italiano aveva tentato di sfondare nel mondo della danza artistica. Svanite le sue aspirazioni giovanili, però, aveva scelto un lavoro di ripiego nei locali della provincia di Terni, per mantenersi e pagare gli studi al figlio Gilberto. Il 18enne sta male. È ricoverato. Purtroppo dovrà effettuare il riconoscimento della madre, all’obitorio dell’ospedale ‘Veneziale’, prima dell’autopsia. Esame che si svolgerà questa mattina o, al massimo, domani mattina. Si potrà così stabilire il tipo di lama con cui l’omicida ha colpito e che ha fatto sparire.

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