Zucchero contro Simona Ventura Platinette contro XFactor: un flop colossale
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XFactor, proprio non decolla: c’è qualcosa che non và; dieci milioni di euro non intonati per un programma lento e noioso dove i giochi sono più finti dell’Isola dei Famosi e del Grande Fratello. Ecco il video di Zucchero e l’intervista su “Di Più” di Platinette (n.d.r. sempre che la frocia ormai conti ancora qualcosa dopo lo sputtanamento che continua ad avere settimanalmente con Amici e la cacciata a sonori calcioni nel deretano dal GrandeFratello)
Non c’è x, extra, pre, che tenga. Purtroppo, e diciamo purtroppo, perché è giusto tener in conto il coraggio di chi sperimenta strade ardue, X Factor non ce la fa a sfondare. Alle prime due puntate si poteva dare allo show musicale il beneficio della fase di partenza, ma martedì sera, la terza puntata ha mostrato che il programma che va alla ricerca di un nuovo talento musicale resta sotto le previsioni. Certo, non ci si aspettava un boom, perché si sa che la musica in Tv non tira, però qualche punto di share in più sì, soprattutto se si considera che il programma costa dieci milioni di euro. Somma che comprende l’allestimento dell’intera operazione, il casting, le strisce quotidiane e le dodici puntate in prime time condotte da Francesco Facchinetti con i giurati Ventura, Morgan e Maionchi. Martedì sera il programma ha superato la soglia del dieci per cento (10,13) con 2.118.000 spettatori, un pochino di più della scorsa settimana, ma in un giorno più facile rispetto alla concorrenza degli altri canali. Il fatto è che per il programma, come per l’intera Raidue, si prospettano giorni ancora più difficili: nelle prossime due settimane sul secondo canale andranno in onda in prima serata le conferenze stampa dei candidati premier che hanno buttato all’aria il palinsesto. Così X Factor andrà in onda per due volte alla domenica, e poi di nuovo al martedì. «Questo farà molto soffrire lo show - dice il direttore Antonio Marano -. Per il resto, anche se siamo sotto di due punti rispetto alle previsioni, non si può dire assolutamente che sia un fallimento. Abbiamo centrato l’obbiettivo del pubblico giovane e acculturato e realizzato un prodotto di qualità. Se poi ne uscirà un talento musicale avremo ottenuto il risultato voluto».
Platinette su Di Più: “Anche voi come me amate la musica, i cantanti, i talent show che ce li propongono? Allora vorrei tanto sapere, giusto per confrontarmi, perchè X Factor, condotto da Capitan Facchinetti (sotto la vigile presenza di Simona Ventura), non sembra essere piaciuto al pubblico della tv: che cosa c’è che non va in questa sequenza di canzoni, canzonette, canzonettisti e canzonettari? Adesso immagino che qualcuno penserà a un mio pre-giudizio negativo sul programma, in virtù del mio ruolo all’interno di Amici di Maria De Filippi ma, lo giuro su quanto ho di più caro nel mondo delle sette note, cioè Mina, che le mie perplessità non derivano da un eventuale confronto tra le due trasmissioni, intanto perchè non c’è un confronto possibile ma solo forzato: X Factor ha concorrenti di età molto differenti, ci sono anche i non-giovani e, soprattutto, non c’è una scuola nel quotidiano dei partecipanti e, ‘fattore’ non trascurabile, da Ventura e soci si canta e basta, non c’è ballo e men che meno recitazione. Inoltre ho la sensazione che X Factor, conoscendo abbastanza bene la versione inglese dello show, nella declinazione italiana abbia perso di ‘glamour’ e questo fa la differenza. Mi spiego: se in Inghilterra il cantante partecipante si presenta in studio e si esibisce ‘come se fosse già una star’ (questo è il ‘valore aggiunto’ del programma, anche se l’ugola di turno è un signor nessuno quanto a popolarità) e spesso a duettare con gli illustri sconosciuti arrivano le vere star della musica come se fossero ‘alla pari’, in Italia, invece, questo giochetto, almeno per il momento, non riesce. Ci vogliono tutto il contorno adeguato, lo studio (il nostrano sembra messo su con pochi mezzi, buio oltre misura, non da tv locale ma quasi…), manca l’enfasi, il senso del ‘grande show roboante’ (c’è solo musica: vogliamo darle la cornice che merita?). Insomma, il gioco, perchè riesca bene, va giocato senza mezze misure… In Italia c’è un Facchinetti, pregevole creatura di gradevolissimo aspetto cui ancora mancano, però, quella marcia in più per fare ‘apoteosi’ e una conduttrice con il turbo come Simona, ‘auto-relegatasi’ a fare da giurata e da garante: è come sperare nella redenzione di una ‘peccatrice’ che ha fatto dell’esagerato, del non convenzionale e della ‘meravigliosa perfida cattiveria’ che dimostra a L’isola dei famosi il suo Stile, il suo Imprinting. Che sia una brava persona non ho dubbi, e che nella vita sia molto più dolce e ‘umana’ ne ho la certezza, ma sono caratteristiche che allora vedrei ben spese in un altro tipo di conduzione (in fondo, per esempio Paolo Bonolis fa sì Ciao Darwin ma è altrettanto bravo e credibile ne Il senso della vita). A X Factor non c’è talk, non c’è tensione, non ci sono liti e rivalità se non da corda vocale: c’è un Morgan competente e di straordinarie doti artistiche, ma questo non fa di lui un ‘personaggio’ televisivo; c’è una simpaticissima e granitica Mara Maionchi (che ben conosco da trent’anni, da quando cioè cominciai a occuparmi di musica come giornalista e come conduttore radiofonico e con la quale divisi, e con grande gioia, il lancio, poi non perfettamente riuscito, di un’artista di eccezionale valore ancora oggi come Aida Cooper…), ma Mara è madre e figlia al tempo stesso di una discografia che non c’è più o che è molto cambiata tanto da risultare oggi anacronistica e ampiamente superata dai tempi, dalla vendita della musica in internet. Ecco perchè X Factor rischia di diventare X-Files (e non è amore di battuta), perchè rischia di diventare inspiegabile, non catalogabile: e pensare che la tv non è ancora sazia di talent show, se è vero che ce ne è già in programma un altro (in partenza da aprile, su Raiuno, il sabato sera con Antonella Clerici)”.
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Scritto da RedazioneGFP Thursday 27 March 2008 ore 06:33 in XFactor
