Large Hadron Collider: ma siamo sicuri che sia andato tutto bene?
Scritto da RedazioneGFP il 10/09/2008 alle ore 11:33 nella categoria Syndication
L’esperimento del Large Hadron Collider spaventa gli scienziati: la Terra sparirà entro 4 anni. Il 10 settembre potrebbe essere “l’inizio della fine” del nostro pianeta, almeno secondo alcuni scienziati preoccupati dall’esperimento del Cern di Ginevra.
“si potrebbe verificare un effetto a catena tale da risucchiare la terra all’interno di un buco nero”
Intanto google ne fa subito businness creando uno dei suoi loghi commemorativi da inserire in commemorazione nella sua homepage per chi potrà vederlo in tempo in caso qualcosa non vada o non sia andata proprio così bene come il CERN afferma… e comunque sia anche se “fosse” probabilmente non lo sapremo mai a meno di non viverne la terribile tragedia al seguito.
Si è tenuto oggi alle ore 9.30 AM l’esperimento condotto dal Cern di Ginevra intento a riprodurre quanto avvenuto miliardi di anni fa con il Big Bang da cui nacque l’intero universo, ma i timori che questa sfida contro la natura possa avere effetti collaterali sono molti. L’esperimento tenuto in Svizzera vicino al confine con la Francia utilizzando il Large Hadron Collider, un acceleratore di particelle con una circonferenza di 26 chilometri e costato ben 6 miliardi di euro, dovrebbe rivelare il segreto della nascita dell’universo, ma sono molti gli scienziati che temono il rischio della fine del nostro pianeta entro pochi anni dall’avvio dell’esperimento. Secondo i contrari, infatti, l’utilizzo del Large Hadron Collider porterebbe alla nascita di piccoli buchi neri che in un periodo variabile tra i 4 e i 50 anni porterebbero alla distruzione a alla scomparsa del nostro pianeta. Per evitare che ciò accada è stato presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani ma, a quanto pare, la corte ha dato parere negativo lasciando quindi al Cern la facoltà di continuare i propri esperimenti. Portavoce dei contrari è stato il professor Otto Rossler, chimico tedesco dell’Università Eberhard Karls, che sostiene la sua tesi avvalorata dalla Teoria della Relatività di Albert Einstein, che ha ricevuto recentemente una risposta da James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra, certo del fatto che “se questi esperimenti fossero rischiosi” ne sarebbero già a conoscenza. Secondo lo scienziato tedesco Rossler i mini buchi neri potrebbero nella peggiore delle ipotesi inghiottire la Terra in 50 mesi. Walter Wagner e Luis Sancho hanno citato in giudizio presso una corte delle Hawaii il Cern, il Fermilab di Chicago e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che hanno partecipato alla costruzione dell’acceleratore. Il 10 agosto 2008, Rainer Plaga, un astrofisico tedesco pubblicò sull’archivio arXiv una pubblicazione in cui concludeva che la valutazione dei rischi attuali non aveva dimostrato che i raggi cosmici che colpiscono le nane bianche producono micro buchi neri. Secondo Plaga, i buchi neri prodotti dal CERN potrebbero essere pericolosi. Secondo Plaga, se un micro buco nero venisse creato al LHC, la radiazione di Hawking emessa dal buco nero potrebbe distruggere il CERN e i suoi dintorni o addirittura la Terra. Sostiene che gli effetti di buchi neri prodotti da raggi cosmici che irradiano al limite di Eddington potrebbero non essere rilevati in pesanti corpi astronomici, come le nane bianche ma potrebbero ancora causare un danno significativo a corpi piccoli come la Terra. Plaga afferma che un micro buco nero prodotto al LHC potrebbe dare il via a una reazione a catena “paragonabile a una grande esplosione nucleare nelle immediate vicinanze del collisore.” Il 20 giugno 2008, l’LHC Safety Assessment Group (LSAG), il team che si occupa della valutazione di rischio per l’LHC, ha rilasciato un nuovo rapporto sulla sicurezza che va ad aggiornare quello del 2003, nel quale riafferma ed estende le precedenti conclusioni riguardo al fatto che “le collisioni provocate dal LHC non presentano alcun pericolo e non vi è motivo di preoccupazione”. Il rapporto del LSAG report è stato quindi revisionato e vagliato dal CERN’s Scientific Policy Committee, un gruppo di scienziati esterni che offrono consulenza al CERN. Il 5 settembre 2008, il documento del LSAG, “Review of the safety of LHC collisions” è stato pubblicato sul Journal of Physics G: Nuclear and Particle Physics .
Il Large Hadron Collider (LHC) è un acceleratore di particelle, è stato collaudato presso il CERN di Ginevra per collisioni tra protoni e ioni pesanti. LHC è l’acceleratore di particelle più grande e potente mai realizzato dall’uomo, progettato per far collidere protoni ad un’energia nel centro di massa di 14 TeV, mai raggiunta fino ad ora in laboratorio. È costruito all’interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km situata al confine tra la Francia e la Svizzera, originariamente scavato per realizzare il Large Electron-Positron Collider (LEP). I componenti più importanti del LHC sono gli oltre 1600 magneti superconduttori raffreddati alla temperatura di 1,9 K (-271,25 °C) da elio liquido superfluido che realizzeranno un campo magnetico di circa 8 Tesla, necessario a mantenere in orbita i protoni all’energia prevista. Il sistema criogenico di LHC è il più grande che esista al mondo oltre ad essere il luogo massivo più freddo dell’universo. L’entrata in funzione del complesso, inizialmente prevista per la fine del 2007, è stata spostata al 10 settembre 2008 alle ore 9:30, inizialmente ad un’energia inferiore a 1 TeV. Il Large Hadron Collider con i suoi punti sperimentali e preacceleratori. I fasci di protoni e ioni pesanti di piombo partiranno dagli acceleratori in p e Pb. Continueranno il loro cammino nel proto-sincrotrone (PS), nel super-proto-sincrotrone (SPS) per arrivare nell’anello più esterno di 27 km. Durante il percorso si trovano i quattro punti sperimentali ATLAS,CMS,LHCb,ALICE
Il Large Hadron Collider con i suoi punti sperimentali e preacceleratori. I fasci di protoni e ioni pesanti di piombo partiranno dagli acceleratori in p e Pb. Continueranno il loro cammino nel proto-sincrotrone (PS), nel super-proto-sincrotrone (SPS) per arrivare nell’anello più esterno di 27 km. Durante il percorso si trovano i quattro punti sperimentali ATLAS,CMS,LHCb,ALICE La macchina accelererà due fasci di particelle che circoleranno in direzioni opposte, ciascuno contenuto in un tubo a vuoto, che collideranno in quattro punti lungo l’orbita, in corrispondenza di caverne nelle quali il tunnel si allarga per lasciare spazio a grandi sale sperimentali. In queste stazioni vi sono i quattro principali esperimenti di fisica delle particelle: ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), CMS (Compact Muon Solenoid), LHCb ed ALICE (A Large Ion Collider Experiment). Si tratta di enormi apparati costituiti da numerosi rivelatori che utilizzano tecnologie diverse e opereranno intorno al punto in cui i fasci collidono. Nelle collisioni saranno prodotte, grazie alla trasformazione di una parte dell’altissima energia in massa, numerosissime particelle che attraverseranno rivelatori e le cui proprietà saranno misurate dai rivelatori. Tra gli scopi principali degli studi sarà cercare fra queste particelle tracce dell’esistenza del bosone di Higgs e di nuove particelle. Il programma scientifico di LHC prevede anche la collisione tra ioni pesanti. Nuclei di piombo potranno essere accelerati all’energia di 2,7 TeV per nucleone, corrispondente a 575 TeV per nucleo. Il programma scientifico di LHC prevede sei esperimenti, attualmente per gran parte installati e nella fase finale di collaudo. I due esperimenti più grandi sono ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS) e CMS (Compact Muon Solenoid) che sono rivelatori di enormi dimensioni ed avanzata tecnologia realizzati da collaborazioni internazionali comprendenti oltre 2000 fisici. L’esperimento LHCb è invece progettato per studiare la fisica dei mesoni B, mentre ALICE è ottimizzato per lo studio delle collisioni tra ioni pesanti. I due rivelatori più piccoli sono TOTEM e LHCf, specializzati per studiare le collisioni che producono particelle a piccolo angolo rispetto alla direzione dei fasci.
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Scritto da RedazioneGFP il giorno 10/09/2008 alle ore 11:33 nella categoria Syndication


