FeedburnerFeedbyEmail| About | Privacy Policy | Disclaimer 1,086 Posts pubblicati dal 07/07/2007 | Blog online since 2004
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Luca sara’ anche Gay ma i soldi Del Darfur?

Luca Di Tolve sara’ pure un Gay, “ex malato ora guarito” ma i soldi Del Darfour? E i bambini fanno a Povia: ah oh! Ma li mortacci tua … e de chi nun te lo disce.
L’accusa: mai versati i soldi promessi al Darfur. Da chi: Povia?

Un nuovo capitolo si aggiunge al caso Povia. Questa volta ad aprire la polemica è il suo produttore - o meglio ex produttore visto che ha mollato il cantante anni fa - Angelo Carrara. Nel numero di Io Donna, in edicola sabato 31 gennaio, lo storico titolare della casa discografica Target ha detto di aver rotto i rapporti proprio per la canzone “Luca era gay” che canterà a Sanremo: «Si è messo a fare il De André, ma non ha spessore. Troppe cose di cattivo gusto, ci rimettevano la mia immagine e le mie attivitià». Il discografico racconta di una vicenda del 2005, anno in cui Povia avrebbe promesso di destinare soldi ai bambini del Darfur all’interno di una serata benefica all’interno del Festival e per la quale Bonolis aveva scelto il suo brano “I bambini fanno ohhh” come colonna sonora. I proventi di quella canzone - ben 450 mila euro in tutto - non sarebbero mai stati versati alla regione africana, racconta il produttore. Eppure, fu proprio quella serata a lanciare il cantante che nel 2006 vinse addirittura il Festival col brano sul piccione. “L’iniziativa per il Darfur fu determinante per lanciare Povia” dice Carrara che ricorda come nel 2006, l’anno dopo il botto della serata benefica, vinse il Festival anche perché i bambini avevano votato per lui.

Le due Paole, il SudAfrica, gli Squali, La Talpa 3: mavaffanculo!

E’ iniziata questa sera la terza edizione del reality più schifoso che si sia mai visto su di uno schermo televisivo. Non è mai stato nè carne nè pesce. Ha sempre provato a fare l’occhietto a reality decisamente molto più seri “seri” ai quali peraltro si ispira, per non dire copia di brutto,  quali ad esempio “Fear Factor” ma più che un calcio nel culo, se non anche nei colgioni, non ha mai ricevuto. Ma la Perego ha dichiarato: non sarà un programma trash il nostro obbiettivo è il 14% di share.
UN PROGRAMMA DI PAGLIACCI PER UN PUBBLICO DA CIRCO
CHI SARA’ LA TALPA 3? I FRATELLI ANGELUCCI: NO! MARCO PREDOLIN.

[caption id="attachment_2263" align="alignleft" width="150" caption="La Talpa 3: Paola Barale VS Paola Perego ovvero il nulla contro se stesso."][/caption]

Già dalle prime battute è già fin troppo evidente che si tratti di una gran buffonata. Del resto la presenza di Fabio Testi in studio stà proprio a dimostrane la prova del nove. La durata stimata sono le canoniche tre settimane come del resto è stato per il Ballo delle debuttanti. L’Isola dei Famosi 6 resiste solo perhè Magnolia è abbastanza grossa da poter reggerne il colpo in caso di flop, ma per questa stronzata non saà proprio così. Il “nuovo” pongoregolamento (n.d.r. cazzo ma allora si fa sul serio) annunciato con pomposa solenità e serieta dalla conduttrice: I concorrenti dovranno nel corso del programma di superare le prove loro sottoposte nell’intento di scoprire e smascherare la Talpa. Forse forse Mario Adinolfi ha fatto bene a dare forfet. Anche per lui sarebbe stato troppo questo enorme scivolone nella merda. Fino ad ora la cosa migliore è venuta da Pasquale Laricchia: mi sono portato la gelatina per i capelli… peccato che la gelatina venga usata per cucinare… forse avrebbe voluto dire la brillantina ma si sà che dall’ex “ciccino del gf3″ è proprio questo che ci si deve aspettare! La Perego senza smentirsi è la solita ronzante ed insopportabile zanzara-mosca: dopo 5 minuti che parla ti verrebbe voglia di prendere a martellate lo schermo della televisione dalla rabbia e dai nervi che ti scatena. Paola Barale brava ma uno straccio: il viso è tirato a nuovo ma i fianchi e le gambe gli si sfaldano letteralmente addosso. Capiamo le motivazioni che hanno portato Raz a farla cornuta e mazziata. Comuque decisamente una brava… probabilmente l’unico che si merita questo scempio che stanno mettendo in onda su italia1. Speriamo che Tiraboschi lo stoppi al più presto.

- Gli Squali: chiunque sia stato in vacanza in sudafrica, come turista ovviamente, sà che con la cifra di 15 euro a persona si può effettuare la stessa esperienza “periclosissima” e “scioccantissima” con la stessa barca e le stesse gabbie usate dalle marionette che partecipano al reality.

- La Casa di cartone: è evidentissimo come la loro nuova dimora sia un fatiscente oggetto di scena in cartone. Sembra proprio la casetta di Pulcinella quella che a napoli usano per la rappresentazione dei burattini.

Aggiornamento delle ore 22:05 Paola Perego annuncia che la casa era un cartonato e che è stato tutto uno scherzo!

E MENO MALE CHE NON DOVEVA ESSERE UN PROGRAMMA TRASH AL CONFRONTO “MEDICI MIEI” DI IACCHETTI SOSPESO ALLA PRIMA PUNTATA ERA UN CAPOLAVORO!

I rifiuti hi-tech europei inquinano il mondo

È un quadro desolante quello che esce dall’ultimo rapporto globale di Greenpeace sui rifiuti dell’alta tecnologia, un coacervo di materiali tossici e plastiche dismesse che transita per la gran parte in circuiti poco noti o del tutto sconosciuti, e spesso finisce nei paesi in via di sviluppo, che talvolta ne accettano l’importazione per disperazione o non hanno gli strumenti per impedirla. Persino l’Unione Europea, che ha varato regole più severe di altre aree del mondo, nei fatti non sa che fine fanno il 75 per cento dei rifiuti hi-tech che produce.

E se i produttori di tecnologia europei, direttamente tirati in ballo dalle direttive europee, non si fanno sfuggire nulla su quello che stanno facendo, pure quello che sfornano tende a finire in Africa e in Asia, mettendo a rischio salute, sicurezza e ambiente. “Sono i lavoratori asiatici, costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude, i più esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici - spiega Greenpeace - Per non parlare dell’inquinamento arrecato all’acqua, all’aria e al suolo, non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe”. Il rapporto Toxic-Tech: non nel nostro cortile spiega che negli Stati Uniti i rifiuti desaparecido quando si viene all’elettronica arrivano all’80 per cento del totale. Se si pensa che secondo l’ONU ogni anno vengono prodotte tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, il quadro del disastro ambientale risulta evidente. Il problema è che di molti rifiuti tecnologici si perdono le tracce.

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