XFactor è davvero “IL” talent show di qualita’ che vogliono farci credere?

Cosa c’è davvero dietro XFactor? Il nulla totale. Un reality show assolutamente inutile per chi lo vede ed assolutamente utile per chi lo produce e conduce. Una vera presa per il culo nei confronti di chi crede di potervi entrare con i provini. Il tutto nel più rigoroso stile Magnolia, dove tutto è fatto e studiato solo per fare pubblicità ad un prodotto da vendere, il quale poi frutterà moltissimi bei soldoni “sonanti.” Una vetrinetta per i cantati della scuderia Mara Maionchi chiamati a recitare la parte dei concorrenti quando in realtà sono tutti proffesionisti che hanno accettato di fare dei passaggi televisivi onde acquisire notorietà e lanciarsi nel mondo ormai in declino della musica attraverso fatiscenti locali con deludenti performance unite a scarsi prodotti discografici da far fruttare al massimo. Insomma come quando al TG5 o al TG1 fanno un servizio sul natale e poi parlano di una specifica località turistica dove passarlo spendendo poco. O come quando a unomattina presentano con la scusa di un seervizio sociale un argomento dove poi si scopre esserci la pubblicità ad un prodotto commerciale consumer fine a se stesso.

Partito in sordina e con pochi ascolti, Xfactor, il format europeo approdato in Italia sotto la direzione artistica di Simona Ventura, comincia a fare proseliti. Ovviamente niente a che vedere con i record Auditel dell’altro talent show, appena terminato su Mediaset, che registra un seguito di fans esagerato. Rispetto allo show targato De Filippi, in Xfactor c’è più musica e meno reality, più talento e meno risse televisive innescate ad arte dagli autori. Lo show di Raidue è incentrato solo ed esclusivamente sulla musica e sulle esibizioni canore mentre le incursioni del trio Ventura, Morgan, Maionchi, deputato a giudicare gli artisti, sono piacevoli intervalli fra una performance e l’altra. Nessun battibecco fra i parenti dei concorrenti e nessun lacrimevole ricongiungimento familiare in diretta rendono lo show meno appetibile alla grande massa dei telespettatori abituati oramai all’affollato circo dei reality, ma rendono certamente un servizio alla musica italiana e alla tv di qualità. Coniugare qualità e ascolti non è cosa facile (chiedetelo a Pippo Baudo) ma X factor in maniera sommessa ed elegante sta, puntata dopo puntata, vincendo anche la scommessa dell’Auditel. Ricerca musicale dei brani, sperimentazione vocale e viaggio nella storia passata e recente della musica italiana e straniera sono alcuni degli elementi portanti della trasmissione. Continua la lettura »