Large Hadron Collider: ma siamo sicuri che sia andato tutto bene?
L’esperimento del Large Hadron Collider spaventa gli scienziati: la Terra sparirà entro 4 anni. Il 10 settembre potrebbe essere “l’inizio della fine” del nostro pianeta, almeno secondo alcuni scienziati preoccupati dall’esperimento del Cern di Ginevra.
“si potrebbe verificare un effetto a catena tale da risucchiare la terra all’interno di un buco nero”
Intanto google ne fa subito businness creando uno dei suoi loghi commemorativi da inserire in commemorazione nella sua homepage per chi potrà vederlo in tempo in caso qualcosa non vada o non sia andata proprio così bene come il CERN afferma… e comunque sia anche se “fosse” probabilmente non lo sapremo mai a meno di non viverne la terribile tragedia al seguito.
Si è tenuto oggi alle ore 9.30 AM l’esperimento condotto dal Cern di Ginevra intento a riprodurre quanto avvenuto miliardi di anni fa con il Big Bang da cui nacque l’intero universo, ma i timori che questa sfida contro la natura possa avere effetti collaterali sono molti. L’esperimento tenuto in Svizzera vicino al confine con la Francia utilizzando il Large Hadron Collider, un acceleratore di particelle con una circonferenza di 26 chilometri e costato ben 6 miliardi di euro, dovrebbe rivelare il segreto della nascita dell’universo, ma sono molti gli scienziati che temono il rischio della fine del nostro pianeta entro pochi anni dall’avvio dell’esperimento. Secondo i contrari, infatti, l’utilizzo del Large Hadron Collider porterebbe alla nascita di piccoli buchi neri che in un periodo variabile tra i 4 e i 50 anni porterebbero alla distruzione a alla scomparsa del nostro pianeta. Per evitare che ciò accada è stato presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani ma, a quanto pare, la corte ha dato parere negativo lasciando quindi al Cern la facoltà di continuare i propri esperimenti. Portavoce dei contrari è stato il professor Otto Rossler, chimico tedesco dell’Università Eberhard Karls, che sostiene la sua tesi avvalorata dalla Teoria della Relatività di Albert Einstein, che ha ricevuto recentemente una risposta da James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra, certo del fatto che “se questi esperimenti fossero rischiosi” ne sarebbero già a conoscenza. Secondo lo scienziato tedesco Rossler i mini buchi neri potrebbero nella peggiore delle ipotesi inghiottire la Terra in 50 mesi. Walter Wagner e Luis Sancho hanno citato in giudizio presso una corte delle Hawaii il Cern, il Fermilab di Chicago e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che hanno partecipato alla costruzione dell’acceleratore. Il 10 agosto 2008, Rainer Plaga, un astrofisico tedesco pubblicò sull’archivio arXiv una pubblicazione in cui concludeva che la valutazione dei rischi attuali non aveva dimostrato che i raggi cosmici che colpiscono le nane bianche producono micro buchi neri. Secondo Plaga, i buchi neri prodotti dal CERN potrebbero essere pericolosi. Secondo Plaga, se un micro buco nero venisse creato al LHC, la radiazione di Hawking emessa dal buco nero potrebbe distruggere il CERN e i suoi dintorni o addirittura la Terra. Sostiene che gli effetti di buchi neri prodotti da raggi cosmici che irradiano al limite di Eddington potrebbero non essere rilevati in pesanti corpi astronomici, come le nane bianche ma potrebbero ancora causare un danno significativo a corpi piccoli come la Terra. Plaga afferma che un micro buco nero prodotto al LHC potrebbe dare il via a una reazione a catena “paragonabile a una grande esplosione nucleare nelle immediate vicinanze del collisore.” Il 20 giugno 2008, l’LHC Safety Assessment Group (LSAG), il team che si occupa della valutazione di rischio per l’LHC, ha rilasciato un nuovo rapporto sulla sicurezza che va ad aggiornare quello del 2003, nel quale riafferma ed estende le precedenti conclusioni riguardo al fatto che “le collisioni provocate dal LHC non presentano alcun pericolo e non vi è motivo di preoccupazione”. Il rapporto del LSAG report è stato quindi revisionato e vagliato dal CERN’s Scientific Policy Committee, un gruppo di scienziati esterni che offrono consulenza al CERN. Il 5 settembre 2008, il documento del LSAG, “Review of the safety of LHC collisions” è stato pubblicato sul Journal of Physics G: Nuclear and Particle Physics . Continua la lettura »
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RedazioneGFP :: Sep.10.2008 :: Syndication


