Famiglia
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FeedburnerFeedbyEmail 812 Posts pubblicati sul gf-Blog dal 07/07/07

Ikea cancella la famiglia normale: rimangono solo Svedesi da legare!

Dov’è finita la normale famiglia all’italiana? Si è trasformata nella reale famiglia all’Ikea.

Voi forse non lo sapete ma all’IKEA ci sono dei tipi che vengono espressamente pagati per montare i mobili che poi mettono in esposizione per far vedere alla gente. Questi qua stan tutto il giorno a montare i mobili e dicono “Che lavoro di merda questo qua tutto il giorno a montare i mobili dell’IKEA due coglioni montare sti mobili dell’IKEA” finché qualcuno non gli dice “Ué ma lo sapete che c’è gente che paga per montarsi i mobili” dell’IKEA? Allora ti rispondono “eh! già eh! già” rincuorandosi al pensiero dell’altrui dabbenaggine. Ed ancora: i mobili dell’ikea sono dei puzzle che vai a casa e li monti e poi ti servono a qualcosa (n.d.r. a differenza dei puzzle) ma ci son dei mobili dell’ikea che vai a casa e li monti e non ti servono a niente e allora li smonti e li metti in soffitta, (n.d.r. se hai la soffitta) e poi ti chiedi perchè li ho comperati? Questa è la filosofia Ikea.

Alla bella stagione non bastano più la rondine sotto il tetto o le gèmmule d’oro sul fico e sul moro. Il suo arrivo ufficiale ha un nuovo araldo: il piccolo catalogo Ikea, quello con la collezione primavera-estate. È il catalogo delle promesse, una prima sbirciatina molto primaverile sul mondo che solo il nuovo, grande catalogo ci spalancherà, a tempo debito. Si amano i cataloghi Ikea. Li si sfoglia mentre si beve il primo caffè, oppure in bagno, e perfino nelle notti insonni ci tengono compagnia. Perché i cataloghi Ikea sono pieni di comunicazioni che non si riducono alle immagini dei vari mobili, ai prezzi e alle diverse combinazioni possibili. C’è qualcosa di più. Negli anni Ottanta si diceva che non basta vendere un prodotto: col prodotto bisogna vendere anche un’idea, un sogno, un desiderio, insomma: un’immagine. Se vendi l’immagine, il prodotto si moltiplica. Se vendi una scatola di biscotti è un conto, se vendi un mulino bianco è un altro paio di maniche. Ma l’Ikea va oltre, perché l’Ikea ci vende il modello di una società completa, in tutte le sue possibili versioni. Non è la società vera, più rugosa e contraddittoria: non lo è da noi e crediamo forse non lo sia nemmeno in Svezia. Ma è stata immaginata così tanto da diventare più vera del vero. Iperreale. È una società pensata da scrittori, poeti, rockstar, cineasti, artisti visivi, politici, sognatori, ideologi, architetti, e piano piano è diventata credenza, libreria, piano cottura, lampada, tavolino, cucchiaio, cornice per le fotografie, pianta grassa, piumone, sedia girevole. È una società perfetta, ecco perché non esiste. Ma può esistere da un momento all’altro perché costa poco. Una visita all’Ikea comporta un pranzo economico e abbastanza gustoso a base di aringa e salmone e lo spettacolo più imprevedibile, perché lì la società illustrata dal catalogo si materializza in carne e ossa, il modello comincia a realizzarsi. Le diverse tipologie umane presentate con rigore tassonomico nel catalogo (del resto un buon catalogo deve sempre catalogare) acquistano corpo. Dunque: un viaggio istruttivo. Ma il viaggio comincia sulle pagine del catalogo. Continua la lettura »

Filippo Orlando furioso con Lina odia la nostra famiglia

“Lina vuole cacciarci tutti” Il signor Filippo ripone un attimo il suo sorriso e punta il dito contro la “carismatica” partenopea Lina Carcuro.

filippo-orlando.jpg lina-carcuro.jpg Ma la sua famiglia è proprio cosi come si vede in tv?
«Posso garantire che siamo così anche nella vita reale: siamo noi stessi, non sappiamo recitare. Questo è il nostro carattere, la nostra semplicità. Siamo partiti per questa avventura proprio per rappresentare un modello, quello delle famiglie siciliane, il nostro modo di ragionare, di parlare… E siamo proprio così».

C’è o non c’è un complotto contro di voi?
«C’è, c’è il complotto. Io all’inizio non me n’ero accorto, ma Giuseppe, che è più giovane e ha più “visualità” di me, ha individuato subito il carattere delle persone. Come nel caso di Raffaella: io mi sono sbagliato, ma è evidente che lei, così ingenua, è stata telecomandata».

Contro di voi? E da chi?
Da Lina, che ha mirato subito contro di noi. Ci ha visto arrivare e si è detta: «E questi chi sono?». Da allora segue la strategia di cacciarci.

Testo liberamente tratto da un’intervista a Filippo Orlando.


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