Il 58
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Sanremo 2008 al via il 58° festival della canzone italiana

Al via il 58° festival della canzone italiana di Sanremo 2008 con Pippo Baudo e Chiambretti.

La rassegna stampa di Sanremo 2008 la trovate a questo indirizzo. Se volete approfondire le passate edizioni vi proponiamo di seguito i links del nostro archivio:

Sanremo 2008

Sanremo 2008: il 58° Festival della Canzone Italiana. Tutto sui cantanti, le canzoni, i bocciati. Intanto dietro le quinte già nascono le polemiche.

Annunciato da Pippo Baudo a «Domenica in» il giorno dell’Epifania, il cast del 58° Festival della canzone italiana, ormai per tutti solo «Sanremo», ha suscitato il consueto vespaio, con la stampa a storcere il naso su una buona parte dei venti Big in gara, mentre alcuni esclusi rilasciavano dichiarazioni polemiche. Come Povia (si presentava in coppia con Francesco Baccini: quest’ultimo ha annunciato che terrà un controfestival in piazza a Sanremo) che ha accusato il direttore artistico Pippo Baudo di scegliere cantanti di sinistra prono a chi governa il Paese. O come Manuela Villa («I giochi, come sempre, erano già fatti: nun me fate parlà!»). Insomma, il copione festivaliero che prevede lo scoppio di polemiche anticipate anche quest’anno è stato rispettato. Ma Pippo ha voluto mettere in piedi un’offerta musicale a ventaglio che va dagli idoli dei ragazzini (Finley) ai vecchi leoni (Cutugno, Little Tony).

Discussioni sino all’ultimo
Anzitutto il lavoro massacrante della commissione artistica (oltre a Baudo il giornalista Marino Bartoletti, storico esperto del Festival, il musicista Paolo Buonvino, la conduttrice musicale di Radiodue Federica Gentile) cui sono arrivate quasi 300 proposte di cui parecchie multiple (Annalisa Minetti ha mandato cinque brani!). Fatta una prima scrematura ne sono rimaste 230; si è poi scesi a 60, quindi a 40 e qui sono iniziate le discussioni, tanto che domenica 6, alle 15, a tre ore dall’annuncio in diretta tv, dovevano ancora essere ultimate le scelte finali, con i funzionari Rai che si mettevano le mani nei capelli («Qui bisogna andare in onda!»).
Ma il clima in commissione non è mai stato teso. Tentativi di pressione ci sono stati, ma i commissari assicurano di aver agito in piena autonomia: attenti alle varie componenti musicali e, soprattutto, preoccupati dalla scarsità delle proposte femminili (infatti solo cinque donne sono entrate nel cast). Possiamo anticipare che l’attenzione ai temi sociali, già privilegiata lo scorso anno, si ritroverà pure nei testi di quest’anno. Mancheranno invece le parolacce. Ma soprattutto nella stanza della commissione aleggiava il fantasma di «Bruci la città», il successo di Irene Grandi che, bocciato alle selezioni per Sanremo 2007, si è rivelata la grande hit dell’estate. Un tarlo che ha tormentato Pippo in tutti questi mesi.

GIO’ DI TONNO/LOLA PONCE
Sembra che sia stato questo uno dei motivi che hanno portato a far entrare nel cast questi due nomi che proprio Big non sono. Corre voce che la loro canzone, scritta da Gianna Nannini abbia un ritornello esplosivo che ha stregato la commissione (per di più cantato magistralmente dall’argentina Lola). Ma chi sono loro due? Ex protagonisti di «Notre Dame de Paris», il musical di Riccardo Cocciante, sono stati contattati da Gianna Nannini che ha proposto loro questo brano, unico duetto in gara. La Nannini, probabilmente, canterà con i due nella serata del giovedì. Gianna potrebbe inserire il brano nella sua opera rock «Pia de’ Tolomei» in cui ha voluto proprio la Ponce nel ruolo di protagonista.

ANNA TATANGELO
Farà discutere «Il mio amico», il pezzo della Tatangelo composto da Gigi D’Alessio sul tema dell’omosessualità. E non si tratta di un’esercitazione letteraria: Anna ha davvero un amico gay, si chiama Claudio e quando Anna gli ha fatto sentire il brano è scoppiato in lacrime. Adesso la Tatangelo, favorita per la vittoria finale tra gli scommettitori sia di Snai che di Totosì davanti a Cammariere e Meneguzzi (fonte: Agipronews), vuole Claudio come protagonista del suo videoclip.

LITTLE TONY
Stupirà con una storia autobiografica anche Little Tony. Il più anziano in gara (67 anni il 9 febbraio), all’Ariston festeggia i 50 anni di carriera con «Non finisce qui», una ballata rock che lascerà il segno per la sua profondità, lontana anni luce da «Cuore matto ». Il brano, dal titolo emblematico, è nato nell’aprile del 2006, quando il cantante è stato colpito da infarto durante un’esibizione in Canada. E non a caso il cantante arriverà a Sanremo con una squadra di ben quattro medici, mentre per i duetti del venerdì sogna di portare all’Ariston un mito del rock: Little Richards (74 anni)!

L’AURA
All’estremo opposto ecco la più giovane (23 anni). Nel 1996 fu la rivelazione tra i Giovani di Sanremo: eliminato in semifinale, il brano «Irraggiungibile » si affermò nelle radio. Al Festival canterà «Basta!», una ballata incalzante e immediata di cui firma musica e testo: si parla di un’interpretazione dalla grande vocalità. Il brano (nato in inglese e poi tradotto) verte su attualità e riferimenti politici.

PAOLO MENEGUZZI
Al suo quinto Sanremo, ha interpellato Gatto Panceri che ha scritto un brano sentimentale di forte intensità: «Grande». Il risultato è una ballata melodica, diversa dai suoi soliti standard di elettro-pop.

GIANLUCA GRIGNANI
Cerca di riscattare la propria immagine dopo il polverone estivo che ha coinvolto lui e sua moglie (un’indagine sullo spaccio di cocaina dalla quale si è sempre dichiarato estraneo). Per farlo, ha scelto una canzone solare e intimista, pop con venature rock com’è nel suo stile.

MARIO VENUTI
Già Premio della Critica nel 2004 con «Crudele», Venuti punta su una canzone d’amore passionale, dal testo sofisticato e per nulla scontato. È ispirata all’epopea cavalleresca, a cui deve il titolo («A ferro e fuoco»), e si presenta in chiave rock con un inciso molto trascinante.

EUGENIO BENNATO
Travolgente risulta il brano di questo cantautore che torna a Sanremo dopo 17 anni con un pezzo tormentone (glielo ha «commissionato » direttamente Baudo) che sarà subito sulla bocca di tutti: c’è chi dice sia «La paranza» del 2008. «Grande Sud» è una taranta pizzicata, con un testo che racconta l’immigrazione in Italia dai Paesi del Terzo Mondo. All’Ariston Bennato sarà accompagnato da musicisti africani e c’è chi giura che nessuno riuscirà a star fermo sulle poltrone.

MIETTA
Porta un brano firmato da quello che ormai è il suo «guru personale», ossia Pasquale Panella (l’autore dell’ultimo Lucio Battisti). Lei gli ha raccontato una sua storia d’amore personale e lui l’ha trascritta in parole: ne è risultato il perfetto ritratto di come le donne e gli uomini amino in maniera totalmente diversa.

FABRIZIO MORO
Dopo la vittoria dell’anno scorso tra i Giovani con «Pensa», potrebbe essere la grande sorpresa anche tra i Big. Però quest’anno Moro si presenta cambiando totalmente registro, sia per il tema (un amore importante che è finito male) sia per la musica (una ballata).

TRICARICO
Ricordate «Io sono Francesco», il tormentone che nel 2000 gli regalò un esordio fulminante e dove la sua maestra proprio non ci faceva una bella figura? Dopo di allora Tricarico era praticamente scomparso. Salvo riapparire, come autore, nel nuovo album di Celentano («La situazione non è buona» è sua). Approda all’Ariston con «Vita tranquilla», che potrebbe sembrare la risposta alla famosa «Vita spericolata» di Vasco Rossi: canzone introspettiva, pacata, quasi spirituale.

LOREDANA BERTE’
Certo lei risulta invece più agitata: qualche mese fa Loredana ritrova un nastro che 25 anni prima le aveva spedito Alberto Radius (il chitarrista della Formula 3) dove c’è scritto: «Fare il testo». A settembre Loredana chiama Radius e gli propone di riarrangiare il pezzo per Sanremo, al testo ci penserà lei. Radius non se lo fa ripetere e ne esce un brano alla Berté vecchia maniera, arrabbiato e graffiante, con molte chitarre elettriche. S’intitola «Musica e parole» (e non «Nautilus», come scritto da qualcuno, che è invece il nome della sala di registrazione…).

MAX GAZZE’
La sua «Il solito sesso» (testo del fratello, il poeta Francesco Gazzè) si basa su una telefonata, tanto che Max apparirà sul palco con una cornetta con l’ironia che lo contraddistingue. È il racconto di un amore a prima vista ed è lui l’innamorato. Jazzato, il brano è musicalmente audace.

SERGIO CAMMARIERE
Di ritorno da un tour in Brasile, il cantautore si presenta con un brano con echi di bossanova e jazz, di grande atmosfera. Ovviamente di tema sentimentale. Con lui al piano, sfrutterà al massimo l’apporto della grande orchestra.

TIROMANCINO
Molto quotato è il brano di Federico Zampaglione dei Tiromancino che risulterebbe esser stato selezionato fin dal primo ascolto. Lui si presenta con una canzone d’attualità e un’etichetta indipendente chiamata «Deriva». Pare infatti che la Emi, la sua casa discografica, non abbia apprezzato il tema del brano («Il rubacuori») che racconta il dramma di un tagliatore di teste costretto a licenziare i dipendenti di un’azienda. Argomento attualmente molto scottante scottante per la Emi e per altre case discografiche in piena ristrutturazione…

FRANKIE HI-NRG
Altro cantante caro ai giovani e attento alle tematiche sociali («Fight da faida» , «Quelli che benpensano »). Da 15 anni la casa discografica proponeva al rapper di andare a Sanremo, ma lui aveva sempre rifiutato: quest’anno è stato lui a volerci andare lasciando tutti increduli. Il brano «Rivoluzione » è nello stile hip-hop (però il ritornello è cantato e non rappato) e parla di una rivoluzione possibile.

FINLEY
È la band italiana più in voga tra i teenager. Sembra che il brano «Ricordi » sia stato scartato dall’album «Adrenalina » e solo più tardi sia stato tolto dal cassetto e riaggiustato per Sanremo. Si tratta di un pezzo rock nato da un’idea di Ka, il chitarrista, che racconta l’ascesa della band durante il 2006, attraverso i ricordi più toccanti. Top secret l’artista prescelto per la serata dei duetti, ma si dice che sarà un grosso nome internazionale con cui la band ha già collaborato.

AMEDEO MINGHI
In tutt’altri paraggi siamo invece con Amedeo Minghi, a cui tre cantanti avevano chiesto di scriver per loro dei brani da proporre alla commissione, ma lui non aveva tempo. Così i tre colleghi di Minghi sono finiti nella lista degli esclusi… Il musicista, invece, torna al Festival dove festeggerà i 40 anni di carriera. Il pezzo s’intitola «Cammina cammina», è un brano melodico con un ritornello di sicura presa: alcuni lo classificano tra il Minghi migliore, stile «1950».

MICHELE ZARRILLO
Melodico anche Michele Zarrillo con la sua «L’ultimo film insieme», scritta con Giampiero Artegiani che nasconde un retroscena: Artegiani è autore anche del pezzo per Silvia Salemi che la Commissione (pare dopo lunghe discussioni) ha deciso di piazzare tra gli esclusi.

TOTO CUTUGNO
E chiudiamo con il «desaparecido» Toto (in questi anni di assenza dalle scene Cutugno è quasi sempre stato in tournée all’estero, soprattutto nei Paesi dell’Est dove è popolarissimo) che per il testo della sua «Un falco chiuso in gabbia» ha chiesto l’aiuto di un altro «desaparecido»: Davide De Marinis (ricordate «Troppo bella»? Era il 1999…). Toto si è mantenuto sul suo standard classico: l’amore, i buoni sentimenti, la coppia. E, dopo Sanremo, è stato invitato in Russia, dove terrà addirittura un concerto al Cremlino.

ECCO IL CALENDARIO PER SEGUIRE
IL FESTIVAL SERATA DOPO SERATA

  • Il 58° Festival della canzone italiana di Sanremo si articolerà in cinque serate (25, 26, 28, 29 febbraio e 1° marzo); la serata del 27 salterà a causa delle partite di calcio.
  • Ai 20 Campioni si aggiungono i 14 Giovani. La prima sera si esibiscono 10 Campioni e 7 Giovani (di cui 4 in finale): tutti vanno al voto (secretato) delle giurie demoscopiche; idem per la seconda serata. La terza serata si esibiscono tutti e 20 i Campioni (che vanno al voto delle giurie demoscopiche e anche al televoto popolare) con i brani in versione riarrangiata e duetti. La quarta serata è dedicata agli 8 Giovani finalisti sottoposti al voto delle giurie, al televoto e alla Giuria di qualità; saranno presenti superospiti italiani (si parla di Jovanotti, Giorgia, Patty Pravo, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Fiorella Mannoia. In forse Antonello Venditti: pare che Baudo non abbia gradito l’atteggiamento snob del cantautore verso il Festival). Quinta serata: i Campioni vanno al voto delle giurie, al televoto e alla Giuria di qualità. Proclamazione del vincitore.
  • Il DopoFestival potrebbe essere affidato a Elio e le Storie Tese, tra Pippo e la band le trattative sono alla stretta finale.
  • Ospiti internazionali: trattative in corso per i Tokio Hotel e Leona Lewis.
  • DA RON A CRISTICCHI:
    QUANTI NOMI ILLUSTRI
    TRA I BOCCIATI

    Il 21° cantante del Festival? Pacifico: è lui, in ordine di tempo, l’ultimo a esser stato escluso con una scelta molto sofferta da parte della Commissione. Tra gli ultimi a cadere anche Ron, Silvia Salemi, Shel Shapiro e Alberto Fortis. Al contrario, non sono neppure giunti in finale Omar Pedrini, Cristina Donà, Syria. Addirittura «inascoltabili » sono stati giudicati i brani presentati dal mago Otelma, dal conduttore Luca Sardella e da Pippo Franco. Niente da fare per il blues di Andrea Mingardi e per Roy Paci. Respinti i duetti Povia/Baccini, Tony Esposito/Dj Jad e l’inedito duo Tony Dallara/Teo Teocoli. Non ha funzionato l’accoppiata Banda Osiris/Quintorigo. Bocciato il connubio tasse-amore di Edoardo Vianello. Persino il vincitore della scorsa edizione Simone Cristicchi, che aveva composto un pezzo per un collega, quest’anno non ha passato l’esame. Giallo per Rossana Casale: la sua busta, che si era persa, è stata poi rintracciata; invano, perché il provino non ha convinto. Fuori anche Spagna, i Dik Dik, i Camaleonti, Alexia, la Steve Rogers Band, i Tazenda, Gennaro Cosmo Parlato (che pure l’anno scorso cantava al DopoFestival di Chiambretti), Teddy Reno, i Matia Bazar, Manuela Villa. E non ce l’ha fatta Andrea Rivera, attore e conduttore della Festa del 1° Maggio, con la sua «M’hanno indulto a rubbà». Ma non avevano detto che era un Festival di sinistra?… Esclusi due vincitori Sotto, due degli esclusi di prestigio, entrambi vincitori in passato del Festival: Ron (54 anni) e Alexia (40). Si dice che sul pezzo di Ron ci siano stati pareri opposti nella commissione.

    
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