Come mai l’esperimento del Large Hadron Collider è stato spostato di mezz’ora?
Pirati informatici fanno un “buco nero” sul sicurissimo e perfetto Big Bang del CERN violandone la rete informatica. Potevano davvero provocare un vero e proprio disasto, sul già precario esperimento, ma per fortuna si sono limitati a defacciarne il server web che lo ospita lasciando la propria firma come prova di forza. A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: ma in questi ultimi vent’anni passati a pianificare questo evento nessuno si è accorto di nulla? Alla faccia della professionalità scientifica! … o … che si voglia, con la scusa dei pirati, dare la colpa a “qualcuno” per la sparizione di un “qualcosa” che in realtà non è mai esistito? Cazzo i soldi che ci avrebbero rimesso erano davvero troppi per lasciarseli scappare!

La pagina defacciata del sito del CERN con la firma e la rivendicazione dei pirati informatici che l'anno violata.
A quanto pare, mentre il mondo stava col fiato sospeso per l’esperimento del Cern con il Large Hadron Collider (LHC), un gruppo di cracker chiamati Greek Security Team avrebbe defacciato il sito www.cmsmon.cern.ch. Il server su cui girava il sito web è parte di uno degli esperimenti LHC, il Compact Muon Solenoid (CMS appunto). È inutile che fate gli spiritosi: il buco nero c’era e rischiava sul serio di ingoiare la Terra per sputarla chissà in quale pattumiera. Un buco nella rete di uno dei computer usati per dare vita all’acceleratore Lhc, il Large Hadron Collider, che il Cern di Ginevra ha subito spento perché, vista la voglia di Apocalisse che c’è in giro, non si sa mai. Digitando la password «ecchemminchia» una ciurma di pirati ha attaccato il Big Bang, la particella di Dio, la fine del mondo prossima futura, proprio nel momento in cui la grande macchina del tempo è stata accesa. Magari capitava che ti addormentavi davanti alla tv, come quando guardi le telecronache della nazionale di Bizzotto, e ti svegliavi nel medioevo. Bastava niente per scatenare il tragico tilt. Invece gli hacker si sono limitati a lasciare una loro paginetta, tanto per farsi conoscere, una specie di firma, The Greek Security Team, dentro il sito www.cmsmon.cern.ch, e poi via, in alto mare, verso nuove avventure. Continua la lettura »
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RedazioneGFP :: Sep.14.2008 :: Syndication



