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FeedburnerFeedbyEmail 812 Posts pubblicati sul gf-Blog dal 07/07/07

Come mai l’esperimento del Large Hadron Collider è stato spostato di mezz’ora?

Pirati informatici fanno un “buco nero” sul sicurissimo e perfetto Big Bang del CERN violandone la rete informatica. Potevano davvero provocare un vero e proprio disasto, sul già precario esperimento, ma per fortuna si sono limitati a defacciarne il server web che lo ospita lasciando la propria firma come prova di forza. A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: ma in questi ultimi vent’anni passati a pianificare questo evento nessuno si è accorto di nulla? Alla faccia della professionalità scientifica! … o … che si voglia, con la scusa dei pirati, dare la colpa a “qualcuno” per la sparizione di un “qualcosa” che in realtà non è mai esistito? Cazzo i soldi che ci avrebbero rimesso erano davvero troppi per lasciarseli scappare!

La pagina defacciata del sito del CERN con la firma e la rivendicazione dei pirati informatici che l'anno violata.

A quanto pare, mentre il mondo stava col fiato sospeso per l’esperimento del Cern con il Large Hadron Collider (LHC), un gruppo di cracker chiamati Greek Security Team avrebbe defacciato il sito www.cmsmon.cern.ch. Il server su cui girava il sito web è parte di uno degli esperimenti LHC, il Compact Muon Solenoid (CMS appunto).  È inutile che fate gli spiritosi: il buco nero c’era e rischiava sul serio di ingoiare la Terra per sputarla chissà in quale pattumiera. Un buco nella rete di uno dei computer usati per dare vita all’acceleratore Lhc, il Large Hadron Collider, che il Cern di Ginevra ha subito spento perché, vista la voglia di Apocalisse che c’è in giro, non si sa mai. Digitando la password «ecchemminchia» una ciurma di pirati ha attaccato il Big Bang, la particella di Dio, la fine del mondo prossima futura, proprio nel momento in cui la grande macchina del tempo è stata accesa. Magari capitava che ti addormentavi davanti alla tv, come quando guardi le telecronache della nazionale di Bizzotto, e ti svegliavi nel medioevo. Bastava niente per scatenare il tragico tilt. Invece gli hacker si sono limitati a lasciare una loro paginetta, tanto per farsi conoscere, una specie di firma, The Greek Security Team, dentro il sito www.cmsmon.cern.ch, e poi via, in alto mare, verso nuove avventure. Continua la lettura »

Large Hadron Collider: The Day After

Stando a quanto “afferma” il Cern sul Large Hadron Collider, tutto è andato a “meraviglia” ma dal più profondo underground internet arriva la notizia più “dissacrante” in tutta questa “discutibile” storia: l’espermento non “sarebbe” stato fatto.

Secondo quanto afferma uno dei tantissimi siti internet l’esperimento del Large Hadron Collider non sarebbe stato affatto eseguito. Come per lo sbarco sulla luna che nascondeva scenari ben più sordidi di quanto in realtà si volesse far apparire, la messa in onda ed i dati prodotti sarebbero assolutamente falsi. Si fa cosi largo dal più profondo magma di internet l’ipotesi che a seguito delle forti polemiche e della mobilitazione generale nonchè dell’incertezza sul reale sviluppo sia esso positivo sia esso negativo e derivabile da questa sperimentazione, si sarebbe deciso di mandare in onda un falso. Insomma proprio come le immagini che la NASA propose sul fantomatico sbarco sulla luna dove in un primo tempo si toccava il suolo lunare ma subito dopo mancavano ancora 30 centimetri al completamento dell’ammaraggio. Per non parlare delle primitive tecniche televisive utilizzate per confezionarne uno sfuocato ed inattendibile scenario. Ed è così che il CERN, valutati i reali pericoli che in un primo tempo non aveva del tutto messo a fuoco, impuntandosi in un troppo liberale ottimismo diffuso, non avrebbe fatto altro che mettere in scena tutta una finta. Il vero esperimento quindi  … Continua la lettura »


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