Amici, vince Marco (ma dai) Noi l’avevamo già detto. E non perché fossimo particolarmente veggenti o intuitivi ma semplicemente perché la vittoria di Marco Carta a questa settima edizione di Amici era scontata quanto una Pasquetta sotto la pioggia. Roberta Bonanno paraculata dalla Sony, Francesco Mariottin trovata la compagna Ambeta sarà il cocco di mamma Carla Fracci, Pasqualimo Maione tronerà a fare spettacoli nei locali per “Dag Queen” Finale scontata e senza un briciolo di suspence per il reality della De Filippi: il piccolo sardo, tanto bistrattato dalla Di Michele fa fuori gli altri finalisti senza il minimo sforzo. Mentre tutti sono buoni e tacciono le liti. Che noia!

Tra i termini più ricercati del mese di Marzo su Google, appare la chiave “Marco Carta”: dalla vittoria di “Marco-Carta” si evince il primo postulato della navigazione, Google non può sbagliare.

Noi l’avevamo già detto. E non perché fossimo particolarmente veggenti o intuitivi ma semplicemente perché la vittoria di Marco Carta a questa settima edizione di Amici era scontata quanto una Pasquetta sotto la pioggia. Primo in classifica dall’inizio della trasmissione, nonostante i tanti detrattori, Grazia di Michele Fabrizio Palma in primis, il piccolo parrucchiere cagliaritano (esilarante l’imitazione di Fiorello) è riuscito ad andare avanti nonostante tutto, aiutato dal gigante Jurman che l’aveva eletto suo discepolo e dall’appoggio incontrastato del pubblico, reso ancor più sensibile dalla difficile storia personale del ragazzo. E poi insomma, se tutti i Carta della Sardegna hanno votato per lui pensando fosse un lontano parente, ovvio che i centralini di Mediaset siano andati in tilt. La spinta finale per la vittoria gliel’ha sicuramente data il video messaggio degli zii, andato in onda durante un pomeridiano, con le immagini della “mamma che se n’è andata troppo presto e lo protegge dall’alto” e consegna di un sassolino che lei teneva sempre con sé e che d’ora in avanti sarà il suo portafortuna. Inevitabile che gli italiani si commuovessero in massa (io la prima) e che, giudizi artistici a parte, la sua vittoria sembrasse in qualche modo la giusta ricompensa per un ragazzo che a soli vent’anni ne ha già viste tante. A parte questo, la sensazione avuta è che l’inferno di Amici sia stato volutamente trasformato, per l’occasione e in maniera un po’ ipocrita, nel giardino delle meraviglie. Dopo mesi e puntate di scontri, liti furiose, pianti e sceneggiate, con i professori che strapazzavano i ragazzi come nemmeno Mike Bongiorno con le sue vallette, la finale è stata dominata da un “volemose bene” collettivo che sapeva tanto di artificio. Continua la lettura »