Aggressione a scopo di rapina. Sarebbe questa la nuova pista, seguita dagli investigatori, per dare un volto alla mano che ha sferrato un colpo mortale al cuore di Marinalba Costa e Silva (questo il cognome corretto della vittima).
La brasiliana, assassinata in un monolocale del centro storico di Isernia, avrebbe lottato contro due persone prima di cadere a terra priva di sensi. Sotto la lente d’ingrandimento dei Cc e della Procura ci sarebbero gli ambienti della tossicodipendenza. Dunque il fallo di lattice, trovato sulla schiena della 48enne, potrebbe essere stato lasciato apposta per depistare le indagini. L’oggetto erotico, forse, è stato trovato dall’assassino mentre cercava soldi e preziosi da rivendere per procacciarsi una dose. O forse portato dopo l’omicidio. Infatti chi ha ucciso la donna ha fatto sparire le chiavi del monolocale e sarebbe potuto tornare in un secondo momento. Ipotesi. solo ipotesi non confermate e nè smentite dai titolari dell’inchiesta che, almeno fino a ieri, non ha portato nessun nome nel registro della Procura. Proseguono gli interrogatori. In casema è stato ascoltato il marito della brasiliana. Lorenzo Porcari, 72enne, è arrivato da Montecchio (Terni) in treno. È stato l’ultimo a parlare con la moglie. Una telefonata che risale alle 21 di mercoledì.