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Grande Fratello 8: Roberto Mercandalli falso Cummenda nullatenente

Altro che cinquecentomila euro. Roberto deve accontentarsi del Tapiro d’Oro di Striscia la Notizia. Il ragazzo ha mentito, non è un cummenda, la sua ricca azienda di famiglia è fallita

È uscito dalla casa due giorni fa e Roberto Mercandalli, il concorrente del Grande Fratello, fa ancora parlare di sè. In questi due mesi di reclusione il giovane milanese, non ha preso in giro solo gli altri concorrenti ma anche tutti i telespettatori del reality. Il cummenda, sin dal primo giorno, ha dichiarato di essere il proprietario di una florida azienda milanese e spesso si è vantato di guidare lussuose macchine. In realtà era tutta una “bufala”, stando alle parole del tg satirico Striscia la Notizia che ieri sera, dopo inaspettate segnalazione, ha smascherato il falso cummenda. Il programma di Antonio Ricci ha scoperto la verità grazie ad un ex socio del padre di Roberto, il signor Farello il quale ha parlato di una situazione finanziaria non rosea ma addirittura fallimentare per la famiglia Mercandalli. Dopo una dichiarazione del genere era inevitabile la consegna del Tapiro d’Oro da parte di Valerio Staffelli. L’inviato di Striscia gli ha chiesto delucidazioni sulle voci che girano, come quella che “‘il cumenda guidava piccole vetture, altro che auto di lusso!” Il ventiseienne milanese ha commentato: Mi sono tradito, quest’auto con cui sono qui adesso l’ho noleggiata… al Grande Fratello forse mi sono espresso male, mi piacciono le automobili, ho l’azienda quindi faccio i leasing e le scarico. Abbiamo anche una Smart per girare. Continua la lettura »

Attenzione! Comunicazione del Grande Fratello: passerete una notte terribile.

Attenzione! Comunicazione del Grande Fratello: passerete una notte terribile.

Francesco Botta: “e mo posso attakka”

Attenzione! comunicazione del pubblico del Grande Fratello 8: una cagata terribile.

Una Terribile Segreta? Una Stronzata pubblica!

Il via da oggi in Italia alla legge sulle immagini degradate

Oggi entra in vigore la contestata modifica alla legge sul diritto d’autore che permette la pubblicazione su internet di “immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici”. Si tratta della prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.

esempio-di-immagine-degradata.jpgInsomma: una norma con qualche liberalizzazione e molti paletti. Ma vediamola nel dettaglio. Questo il testo del nuovo comma 1 bis (art. 70) in vigore da oggi: È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (…) sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma. Le ambiguità del testo saltano subito all’occhio. Si parla di “musiche”, senza citare la parte letteraria: sono escluse quindi le trasmissioni radiofoniche e, secondo alcune interpretazioni, addirittura anche le canzoni (il fatto che il comma non liberalizzi le opere testuali rafforza quest’idea). Si parla di “immagini”, termine che include le fotografie ma, stando al resto della legge, escluderebbe i video. Si parla di “degrado”, senza dare alcuna definizione o riferimento in proposito. Si parla di “usi didattici o scientifici”: termini presenti in più punti nella legge sul diritto d’autore ma dei quali manca una definizione univoca. Mancano, infine, i limiti di utilizzo che verranno istituiti per decreto dal prossimo ministro della cultura.

Allo stato attuale, perciò, si ha per le mani una norma che si presta alle più diverse interpretazioni ed è quindi difficile e pericolosa da applicare. In attesa del decreto ministeriale che potrebbe cambiare lo stato delle cose, si è scatenato un putiferio in rete. Da un lato c’è chi afferma che gli mp3 e le immagini jpg, essendo formati compressi, sono per loro stessa natura degradati e quindi liberamente scambiabili. Dall’altro chi afferma che il degrado sarà stimato in base agli standard della rete (e sarà quindi ancora maggiore), visto che il testo si riferisce specificamente all’uso su internet. Altri ancora propongono stime differenti. Molte perplessità anche sul cosa siano gli “usi didattici e scientifici” e su quali saranno i limiti a riguardo imposti dal futuro decreto: non ci sono, infatti, precedenti univoci in questo senso. Insomma: una legge animata da buoni propositi ma che rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il mondo della Rete, perché nessuno può sapere come verrà applicata. Continua la lettura »


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