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Beppe Grillo ex-comico ora blogger 4.272.591 di euro: vaffanculo a te!

Fisco: Redditi 2005 online, La rivolta dei Grillini; anche striscialanotizia sbeffeggia il comico genovese.

Beppe Grillo: redditi online? «E’ una follia» Ma tra il popolo dei “grillini” è bufera! Il comico genovese sbeffeggiato anche da Ricci a Striscialanotizia. A suo dire sarebbero «Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari». Ma in molti sul suo blog gli chiedono di eliminare l’articolo incriminato e lui non molla.

Ecco come scaricare direttamente in un solo download tutti i redditi 2005 pubblicati online in rete

Beppe Giuseppe Grillo, Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Carta, anzi Web canta. I redditi degli italiani finiscono online e la curiosità patrimoniale dei cittadini non risparmia nessuno. Dal vicino di casa al politico, ai vip. Nel calderone anche il comico genovese, che vanta per il 2005 un reddito di tutto rispetto. E che dalle pagine multimediali del suo blog non lascia passare inosservato il polverone sollevato dalla scelta presa e difesa dal viceministro uscente Visco.

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L’ADOC minaccia la sospensione della finale di Amici di Maria 7: pronte azioni contro la finalissima del 16 aprile 2008

L’Adoc, l’associazione in difesa dei consumatori, è andata fino in fondo alla storia delle presunte irregolarità riguardo il televoto nella trasmissione Amici di Maria 7.

ADOC “stiamo pensando di chiedere al Giudice di sospendere la puntata finale se non verrà fatta chiarezza!”

Ecco il comunicato ufficiale dell’associazione pubblicato oggi sul loro sito:

AMICI: Adoc pronta a chiedere l’inibizione e la sospensione del programma, grave l’assenza di trasparenza e chiarezza

2008-04-08 (ADOC) La produzione di Amici non ha ancora risposto alla richiesta di visionare il regolamento della trasmissione da parte dell’Adoc. L’Associazione è pronta ad agire in giudizio, se non verrà fatta chiarezza in merito.

“Tramite i nostri legali abbiamo richiesto di poter visionare il regolamento della trasmissione. Tuttavia non abbiamo ricevuto risposte dalla produzione – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – tale mancanza di trasparenza può influire sull’andamento del voto. L’Adoc, in base alla legge 281/98 e agli artt. 37 e 140 del Codice del Consumo, qualora non sarà consegnato il regolamento della trasmissione Amici e fatta chiarezza in merito, chiederà al giudice l’inibizione, ai sensi dell’art.669-bis del codice di procedura civile, e la sospensione della trasmissione. In fattispecie la sospensione dell’ultima puntata, prevista per mercoledì 16 aprile.”

L’Adoc stima in 3 milioni di euro gli introiti derivanti dal televoto per la trasmissione.
“Secondo le nostre stime, il televoto in Italia ha un giro d’affari di circa 15 milioni di euro, di cui circa il 20% riteniamo spetti al programma Amici – continua Pileri – la cui media di voti ricevuti è di circa 100mila sms, ma nelle puntate serali si toccano punte di 200mila messaggi inviati. L’Adoc ha raccolto numerose testimonianze di ragazzi, che hanno speso anche 235 euro per puntata. I telespettatori-utenti devono essere tutelati, fornendo loro una adeguata informazione ed una corretta pubblicità. Telespettatori che, attualmente, non hanno la certezza che il conteggio dei voti pervenuti in trasmissione sia correttamente assegnato”

Il presidente dell’associazione in favore dei consumatori è voluto andare in fondo alla storia del telelvoto falsato e del regolamento “non chiarissimo”. Secondo le stime dell’Adoc, infatti, ogni sera vengono inviati dai telelspettatori ben 180 mila sms, per un guadagno della trasmissione che oscilla dai 2 milioni ai 3! I dati, ha affermato Carlo Pileri, sono in ribasso, quindi quelli ufficiali sono nettamente maggiori. La produzione del programma di Canale 5 aveva fornito all’Adoc delle spiegazioni ma ritenute insufficenti dal presidente Carlo Pileri. L’Adoc aveva sottolineato che durante la puntata del 26 Marzo si erano verificate delle irregolarità: le due squadre non hanno beneficiato dello stesso tempo per essere televotate; l’improbabile risultato finale del 51% contro il 49 ed infine l’ultima prova, non annunciata in anticipo. “Questa cifra reppresenta il 20% di tutte le entrate del televoto in una normale trasmissione che usufruisce di questo meccanismo. Inoltre, ad Amici, il telelvoto viene spesso utilizzato da minorenni e vi sono telespettatori che hanno speso anche 230 euro durante una sola serata”, ha affermato Carlo Pileri. Inoltre l’Adoc aveva chiesto esplicitamente alla trasmissione, nei giorni scorsi, una copia del regolamento, mai arrivata. Continua la lettura »

Il via da oggi in Italia alla legge sulle immagini degradate

Oggi entra in vigore la contestata modifica alla legge sul diritto d’autore che permette la pubblicazione su internet di “immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici”. Si tratta della prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.

esempio-di-immagine-degradata.jpgInsomma: una norma con qualche liberalizzazione e molti paletti. Ma vediamola nel dettaglio. Questo il testo del nuovo comma 1 bis (art. 70) in vigore da oggi: È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (…) sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma. Le ambiguità del testo saltano subito all’occhio. Si parla di “musiche”, senza citare la parte letteraria: sono escluse quindi le trasmissioni radiofoniche e, secondo alcune interpretazioni, addirittura anche le canzoni (il fatto che il comma non liberalizzi le opere testuali rafforza quest’idea). Si parla di “immagini”, termine che include le fotografie ma, stando al resto della legge, escluderebbe i video. Si parla di “degrado”, senza dare alcuna definizione o riferimento in proposito. Si parla di “usi didattici o scientifici”: termini presenti in più punti nella legge sul diritto d’autore ma dei quali manca una definizione univoca. Mancano, infine, i limiti di utilizzo che verranno istituiti per decreto dal prossimo ministro della cultura.

Allo stato attuale, perciò, si ha per le mani una norma che si presta alle più diverse interpretazioni ed è quindi difficile e pericolosa da applicare. In attesa del decreto ministeriale che potrebbe cambiare lo stato delle cose, si è scatenato un putiferio in rete. Da un lato c’è chi afferma che gli mp3 e le immagini jpg, essendo formati compressi, sono per loro stessa natura degradati e quindi liberamente scambiabili. Dall’altro chi afferma che il degrado sarà stimato in base agli standard della rete (e sarà quindi ancora maggiore), visto che il testo si riferisce specificamente all’uso su internet. Altri ancora propongono stime differenti. Molte perplessità anche sul cosa siano gli “usi didattici e scientifici” e su quali saranno i limiti a riguardo imposti dal futuro decreto: non ci sono, infatti, precedenti univoci in questo senso. Insomma: una legge animata da buoni propositi ma che rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il mondo della Rete, perché nessuno può sapere come verrà applicata. Continua la lettura »


Scopri i protagonisti del Grande Fratello 8 e di Amici di Maria 7
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