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Dilettante o professionsta ? La Sanguinaria VS La Celentano

Il dilemma ad Amici di Maria 7 nella seconda puntata serale: dilettante o professionista?

La Sanguinaria VS La Celentano

ti-conosco-mascherina.gifLa querelle più simpatica, eliminando quelle con Mauro “la frocia con il parruccone Biondo” (n.d.r. come si autodefinisce nel suo libro) le quali più di querelle sapevano di offese belle e buone, che hanno tenuto banco ieri sera nella seconda puntata del serale di Amici di Maria 7 è stata certamanete quella fra la Sanguionaria e La Celentano: dilettante o professionista? Eccovene il video e le definizioni che Wikipedia (n.d.r. stessa fonte da dove Maria ha letto la documentazione pervenutale ma senza le sue sporcature aggiunte dopo a sostenere la sua tesi giocare con le parole non è da tutti ma a volte si viene scoperti maschernine) dà su questi due termini in modo da potervene fare in proprio un ragionamento … Continua la lettura »

Il via da oggi in Italia alla legge sulle immagini degradate

Oggi entra in vigore la contestata modifica alla legge sul diritto d’autore che permette la pubblicazione su internet di “immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici”. Si tratta della prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.

esempio-di-immagine-degradata.jpgInsomma: una norma con qualche liberalizzazione e molti paletti. Ma vediamola nel dettaglio. Questo il testo del nuovo comma 1 bis (art. 70) in vigore da oggi: È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (…) sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma. Le ambiguità del testo saltano subito all’occhio. Si parla di “musiche”, senza citare la parte letteraria: sono escluse quindi le trasmissioni radiofoniche e, secondo alcune interpretazioni, addirittura anche le canzoni (il fatto che il comma non liberalizzi le opere testuali rafforza quest’idea). Si parla di “immagini”, termine che include le fotografie ma, stando al resto della legge, escluderebbe i video. Si parla di “degrado”, senza dare alcuna definizione o riferimento in proposito. Si parla di “usi didattici o scientifici”: termini presenti in più punti nella legge sul diritto d’autore ma dei quali manca una definizione univoca. Mancano, infine, i limiti di utilizzo che verranno istituiti per decreto dal prossimo ministro della cultura.

Allo stato attuale, perciò, si ha per le mani una norma che si presta alle più diverse interpretazioni ed è quindi difficile e pericolosa da applicare. In attesa del decreto ministeriale che potrebbe cambiare lo stato delle cose, si è scatenato un putiferio in rete. Da un lato c’è chi afferma che gli mp3 e le immagini jpg, essendo formati compressi, sono per loro stessa natura degradati e quindi liberamente scambiabili. Dall’altro chi afferma che il degrado sarà stimato in base agli standard della rete (e sarà quindi ancora maggiore), visto che il testo si riferisce specificamente all’uso su internet. Altri ancora propongono stime differenti. Molte perplessità anche sul cosa siano gli “usi didattici e scientifici” e su quali saranno i limiti a riguardo imposti dal futuro decreto: non ci sono, infatti, precedenti univoci in questo senso. Insomma: una legge animata da buoni propositi ma che rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il mondo della Rete, perché nessuno può sapere come verrà applicata. Continua la lettura »

La rete ottunde i giovani: giungono alle università con una preparazione arrabattata

I ragazzi giungono all’università con una preparazione arrabattata e contano su un metodo di studio modellato sull’uso che fanno di Internet.

schiavi-moderni.jpgSono abituati a incamerare i primi risultati mostrati dai motori di ricerca, assimilano le faziosità pubblicate su Wikipedia, dimostrano di non aver sviluppato una coscienza critica. “Io definisco questo tipo di formazione Ateneo di Google”. Questa l’accusa scagliata da Tara Brabazon, docente universitaria con un’esperienza ventennale, ora insegnante di Teorie dei Media presso l’ateneo di Brighton. Contro l’Ateneo di GoogleCome già avviene in alcune scuole americane, gli studenti che seguiranno il suo corso saranno diffidati dall’utilizzare la rete per prepararsi all’esame e per svolgere i compiti assegnati.

Questi strumenti, ha spiegato Brabazon, “rappresentano l’opzione più facile quando si chiede ai ragazzi di effettuare una ricerca.” L’opzione più facile ma non quella che consente di ottenere i migliori risultati: i ragazzi non meditano abbastanza su quello che si propina loro online. “Non usano abbastanza il cervello”, approfittano degli strumenti della rete per “ottenere risposte semplificate a domande complesse”. Internet infatti attribuisce lo stesso valore ad ogni contenuto: si tratti di un autorevole trattato accademico, piuttosto che di un saggio semiserio, Google non è in grado di classificare il tipo di informazione a cui garantisce l’accesso, ne fa semplicemente una classifica e non una classificazione. Il risultato? “Non possiamo più dare per scontato che gli studenti arrivino all’università capaci di selezionare ciò che dovrebbero leggere: non conoscono gli standard a cui devono rispondere i materiali che consultano”. Continua la lettura »


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